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Casa revocata, sfratto immediato

di Debora Alberici 

In caso di revoca dell'assegnazione della casa familiare da parte del giudice della separazione il coniuge deve lasciare immediatamente l'immobile. Infatti il capo della decisione è immediatamente esecutivo e non è necessario un ordine della magistratura per il rilascio dell'appartamento.

A sorpresa la Corte di cassazione (sentenza n. 1367 del 31 gennaio 2012) deposita una sentenza che avrà pesanti effetti pratici sulle ex mogli, statisticamente assegnatarie della casa familiare. In altri termini, in caso di revoca, magari perché i figli maggiorenni sono diventati economicamente indipendenti o per un mutato quadro economico degli ex coniugi, l'assegnatario dovrà lasciare subito l'immobile senza avere neppure il tempo di organizzare un trasloco. D'altronde, ha spiegato in sentenza la prima sezione civile con una motivazione che farà discutere, anche la pronuncia di separazione obbliga l'altro coniuge a lasciare subito l'abitazione, senza la necessità di un successivo ordine del Tribunale.

Il caso. La Suprema corte è intervenuta nella vicenda di una donna che si era vista assegnare, con la pronuncia di separazione, la casa familiare. Ma a un certo punto, dopo la raggiunta indipendenza economica dell'unico figlio, il Tribunale aveva revocato tale assegnazione. Lei, però, non si era mossa da casa sostenendo la necessità di un ordine del giudice che stabilisse tempi e modalità di rilascio. A questo punto l'ex è ricorso al Tribunale ottenendo che la signora uscisse subito. La Corte d'Appello ha confermato il verdetto reso ora definitivo dai giudici di Piazza Cavour.

Le motivazioni. Affrontando una questione che gli stessi «Ermellini» hanno ritenuto nuova, la terza sezione civile ha dato torto alla moglie sancendo espressamente che «la natura speciale del diritto di abitazione della casa familiare, che non esiste senza allontanamento dalla casa familiare di chi non è titolare dello stesso e che, quando smette di esistere con la revoca, determina una situazione eguale e contraria in capo a chi lo ha perduto, con conseguente necessario allontanamento dello stesso, consente al provvedimento/sentenza di essere eseguito per adeguare la realtà al decisum, anche se il profilo della condanna non sia esplicitato, proprio perché la condanna è implicita, in quanto connaturale al diritto, sia quando viene attribuito, sia quando viene revocato».

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