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Casa, più mutui e prezzi in calo Ripresa solo a Milano e Bologna

Le compravendite calano del 9,2 per cento, il fatturato di 8 miliardi di euro, il capitale erogato per i mutui passa dai 19,6 miliardi del 2012 a 17,6 miliardi, con una riduzione del 10,6 per cento. Eppure l’andamento del mercato residenziale nel 2013 «può preludere ad una ripresa positiva», dice Gabriella Alemanno, vicedirettore dell’Agenzia delle Entrate, presentando insieme all’Abi il “Rapporto Immobiliare 2014”. Intanto il calo si riduce, non c’è più il precipizio degli anni della crisi. Tra le città principali compaiono due segni più: il primo riguarda Milano, dove l’anno scorso il numero delle compravendite è aumentato del 3,4 per cento; il secondo Bologna, più 1,5%. In entrambi i casi a una ripresa del capoluogo non corrisponde quella della provincia (rispettivamente – 11,1% e -5,7%): in generale, rileva Gianni Guerrieri, direttore centrale OMISE Agenzia delle Entrate, «nei capoluoghi si riscontra una riduzione minore del volume delle compravendite», per le città con più di 250.000 abitanti il calo si ferma al 4,7 per cento.
Altro segnale positivo del 2013 è il miglioramento dell’indicatore di accessibilità (affordability index, elaborato dall’Abi), dovuto soprattutto alla riduzione dei prezzi delle case, spiega il direttore centrale Abi Gianfranco Torriero: infatti nel secondo semestre 2013 il costo medio della casa era sceso a 148.700 euro, oltre 15.000 euro in meno rispetto al valore raggiunto ad inizio 2011. E dunque nel quarto trimestre 2013 «alla famiglia media italiana erano necessari tre anni e 254 giorni del proprio reddito per comprare una casa, 103 giorni in meno di quanto richiesto nel secondo trimestre del 2011». I tassi dei mutui sono scesi: risultato, se nel 2012 solo il 47% delle famiglie italiane poteva permettersi di acquistare una casa, a fine 2013 la percentuale torna maggioritaria, al 53%. Segnali positivi che trovano sbocco già nel primo trimestre di quest’anno: nei primi tre mesi del 2014 le nuove erogazioni (riferite a un campione, altamente rappresentativo, di 88 banche) hanno registrato un incremento superiore al 20% rispetto allo stesso periodo del 2013, rileva l’Abi.
Il mercato sta ripartendo: sia pure con molte cautele, ne è convinto anche Mario Breglia, presidente dell’istituto di Analisi Scenari Immobiliari, che ipotizza un aumento del numero delle compravendite nei prossimi mesi. «A fine anno dovrebbero arrivare a 440.000-450.000», dice Breglia, pur sottolineando che, dato che il mercato delle costruzioni è fermo da tempo, se la domanda dovesse crescere molto l’offerta sarebbe in difficoltà. Il 2013 si è chiuso con 406.928 compravendite, dato inferiore persino alle 430.000 del 1985.
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