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Casa alle banche solo dopo 18 rate non pagate

ROMA
Diciotto rate non pagate e solo per i mutui nuovi. Anche in caso di surroga non ci sarà alcuna vendita “facile” della casa. Inoltre il consumatore dovrà essere assistito da un esperto di sua fiducia e il perito che effettuerà la valutazione dell’immobile dovrà essere indipendente e nominato dal Tribunale. Il Pd punta a far chiarezza dopo le polemiche del Movimento 5 Stelle e propone come condizioni al Governo le sue modifiche al “decreto mutui”. «C’è stata una grande strumentalizzazione del Movimento 5 Stelle che è interessato a distruggere e non a costruire le cose che servono», ha precisato ieri Ettore Rosato, capogruppo Pd alla Camera sottolineando che le correzioni al provvedimento sono «già concordate con l’Esecutivo». Intanto in via XX Settembre, però, una delegazione del M5S capeggiata dal vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, ha incontrato il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, chiedendo lo stop immediato e non le sole correzioni alle norme sui mutui: «Non ci accontentiamo. C’è stato un cambio di rotta del governo che sembra rinsavire dopo le nostre proteste. Ma non basta, vogliamo il ritiro», ha detto il pentastellato Di Maio. E con una nota giunta in serata il Mef ha precisato che la questione sarà comunque affrontata in Parlamento.
Torniamo allora alle correzioni che il Pd proporrà nel parere su cui le commissioni Finanze di Camera e Senato voteranno a inizio della prossima settimana. Lo schema di decreto che recepisce una direttiva Ue del 2014 stabilisce la possibilità per la banca di vendere direttamente la casa o più in generale l’immobile senza l’obbligo di passare dall’asta giudiziaria (procedura che può durare anche fino a 7 anni) in caso di inadempimento del mutuatario nel saldare le rate. Il primo chiarimento in arrivo dal Pd riguarda proprio il mancato pagamento delle tranche che possono portare alla vendita diretta dell’immobile. «Nel provvedimento del Governo non c’è nessun riferimento alle sette rate di cui tanto si è parlato in questi giorni, che riguarda tra l’altro il ritardato versamento. La nostra proposta – chiarisce il relatore al parere, Giovanni Sanga (Pd) – si riferisce più correttamente ai mancati pagamenti, definendo l’inadempimento con 18 rate non versate». Non solo: «Abbiamo voluto allineare il nuovo provvedimento alla sospensione dei mutui in caso di 18 rate non pagate già prevista dalla modifica apportata dal Pd alla Finanziaria del 2008». Sanga poi sgombra il campo da ogni possibile equivoco sul termine delle rate: «Il problema della trimestralità o semestralità non si pone perché il 99% dei mutui sono già erogati con scadenza mensile e soprattutto le nuove regole si applicheranno solo ai contratti stipulati dopo l’entrata in vigore del decreto».
Dunque nessuna retroattività e piena conferma per il divieto di patto commissorio secondo cui è nullo l’accordo in base al quale «in mancanza del pagamento del credito nel termine fissato, la proprietà della cosa ipotecata o data in pegno passi al creditore» (articolo 2744 del Cc). Ciò che viene tradotto in norma è il principio sancito dal giurisprudenza noto come «patto marciano». La Cassazione ha, infatti, ribadito più volte che la banca può trattenere dopo la vendita solo quanto ancora dovuto ed è obbligata a restituire al consumatore l’eventuale eccedenza ricavata dalla cessione dell’immobile sul mercato. Con una tutela in più, precisa ancora Sanga: «Il debito è estinto anche se il valore dell’immobile è inferiore a quello del debito residuo». Un ulteriore principio posto come condizione al Governo, a cui se ne aggiungono almeno altri tre.
In un’ottica di maggiore trasparenza la clausola di inadempimento è facoltativa e la banca non può obbligare il cittadino a sottoscriverla.
Il consumatore deve essere assistito da un esperto di sua fiducia e su tutta la procedura dovrà vigilare Bankitalia.
La valutazione della casa successivamente all’inadempimento dovrà essere effettuata da un perito indipendente nominato da un Tribunale e non più «scelto dalle parti di comune accordo», così come prevede il testo attuale del decreto all’esame del Parlamento

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