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Casa alla prole con nuda proprietà

Un’adozione per diventare genitore del figlio del proprio coniuge o una vendita di nuda proprietà per riservare un immobile al figlio di primo letto. Sono alcuni dei chiarimenti della tredicesima guida per il cittadino, dedicata a «Genitori e figli, la legge oltre gli affetti», promossa dal Consiglio nazionale del notariato insieme a 12 associazioni dei consumatori. La guida, presentata ieri a Roma, spiega i nodi della relazione genitori-figli dopo la legge del 2014, che ha equiparato i figli nati dentro o fuori il matrimonio, in un’Italia che vede aumentare i nati da genitori non coniugati (oltre 138 mila nel 2014, quasi 26 mila in più sul 2008). La guida illustra tra le altre cose la procreazione assistita e tutte le misure di tutela dei minori, l’amministrazione di sostegno, la fase successoria con i relativi aspetti fiscali e il passaggio generazionale di un’azienda.

Denuncia di successione. In caso di decesso dei genitori, i figli che ereditano non sono sempre e comunque obbligati a presentare la denuncia di successione e a pagare le relative imposte. Se chiamati all’eredità sono il coniuge e i discendenti in linea retta (figli, figli di figli e così via), gli stessi sono esonerati dall’obbligo di presentare la denuncia di successione quando nell’asse ereditario non siano caduti immobili o quote immobiliari, ma solo beni mobili (ad esempio denaro o gioielli) per un valore inferiore a 100 mila euro.

Figli di primo letto. Ci può essere l’esigenza del coniuge di riservare ai propri figli di un precedente matrimonio i beni acquistati singolarmente prima del matrimonio. La guida consiglia due alternative. La prima è di donare denaro (se lo si ha) al proprio figlio e poi vendergli la nuda proprietà che egli acquisterà con il denaro ricevuto in donazione; la seconda opzione è trasferire la nuda proprietà del bene al proprio figlio, contro una rendita vitalizia o a prezzo dilazionato.

Figli di uno dei coniugi. Ai notai è stato chiesto cosa si può fare se in una coppia di coniugi uno dei due ha già un figlio, e l’altro desidera instaurare con esso un legame giuridico. La guida suggerire il ricorso alla cosiddetta adozione «nei casi particolari», utile per risolvere i problemi delle famiglie ricomposte. Il coniuge può adottare il figlio minorenne dell’altro coniuge, sempre che all’adozione presti il proprio consenso l’altro genitore biologico. Con l’adozione il figlio del coniuge diventa figlio dell’adottante, quindi abilitato a succedergli in caso di suo decesso, ma conserva al contempo il rapporto di parentela con entrambi i genitori biologici, avendo quindi diritto anche alla eredità di questi ultimi.

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