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Cartolarizzazioni per i crediti

Le difficoltà di accesso al credito sono tuttora un problema molto serio per le imprese italiane e in particolare per le Pmi, perché le tensioni sui mercati creditizi si estendono ormai anche alle aziende sane. Questa considerazione era stata espressa qualche giorno fa anche dal governatore della Banca d’Italia: non vi potrà essere ripresa duratura, aveva avvertito Ignazio Visco, in mancanza di un sufficiente sostegno finanziario alle imprese. Sulla stessa lunghezza d’onda, al ministero dell’Economia si è tenuto ieri un seminario significativamente intitolato “Credit crunch, credit funds” organizzato dal dipartimento del Tesoro e dall’Università Cattolica di Milano in collaborazione con Tor Vergata, al quale hanno partecipato, oltre agli accademici, il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, il vicedirettore della Banca d’Italia Salvatore Rossi e molti rappresentati di banche e finanza: in sala c’erano Innocenzo Cipolletta( neo-presidente del Fondo Italiano d’investimento), Domenico Siniscalco(presidente di Assogestioni), Luigi Abete( presidente di Bnl), Giovanni Gorno Tempini e Franco Bassanini (rispettivamente amministratore delegato e presidente della Cassa depositi e prestiti), Giovanni Sabatini (direttore generale dell’Abi).
Nel suo intervento, il ministro Saccomanni ha ricordato che «una delle principali criticità che caratterizzano il fragile contesto congiunturale sono le restrizioni all’offerta di credito», ma ha anche sottolineato che per favorire la possibilità di accedere ai finanziamenti il governo si è mosso da tempo (dal potenziamento del Fondo di garanzia all’aumento del plafond per i contributi in conto interessi alla pmi che investono, dai minibond alle cambiali finanziarie) e ha ricordato che in prospettiva il governo conta di usare lo strumento fiscale intervenendo sull’Ace. «Tuttavia – ha ammesso Saccomanni – molto resta da fare . A fronte di una possibile, significativa, diminuzione dei finanziamenti bancari, le esigenze dell’economia dovranno essere soddisfatte da altri attori, soprattutto investitori istituzionali, e da nuove forme di intermediazione finanziaria, di cui sono un esempio i credit funds, ovvero quei fondi che erogano credito trasformando scadenze, rischi, liquidità». Il ministro ha spiegato che si tratta di intermediari la cui operatività rientra nello shadow banking, di cui generalmente si temono i rischi per il sistema finanziario, prodotti al di fuori del perimetro della regolamentazione. Tuttavia, la sua convinzione è che «il ruolo del sistema bancario-ombra potrebbe rivelarsi di supporto al rilancio dell’economia», a condizione che si agisca con «prudenza e trasparenza» e si adottino interventi «equilibrati su perimetro e la qualità della regolazione». Per incoraggiare queste nuove forme di finanziamento, ha aggiunto Saccomanni, potranno essere anche introdotti incentivi e potrebbero essere applicate regole meno stringenti per le assicurazioni e per i fondi pensione.
Ma nella gamma degli strumenti utili per favorire la ripresa degli investimenti a medio-lungo termine occorre considerare anche le cartolarizzazioni. «Per sostenere il credito all’economia soprattutto alle Pmi, ha infatti osservato – dovranno essere rivitalizzate le cartolarizzazioni, anche con un iniziale supporto regolamentare e governativo». Anche le banche secondo il ministro dovranno accompagnare gradualmente le piccole e medie imprese verso forme di finanziamento non bancario (come il private equity e il venture capital) strumenti adatti a favorire la nascita di nuove imprese di maggiori dimensioni, ma anche la crescita o il ricambio generazionale del management.

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