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Cartolarizzazioni, nel 2013 primo deal da 500 milioni

La prima cartolarizzazione di mutui dell’anno arriva dalla Cassa di Risparmio di Asti che ha strutturato un’operazione di finanziamenti immobiliari e ipotecari di un ammontare di 500 milioni di euro. Lo riferisce la banca in un comunicato in cui si spiega che i titoli di classe A emessi nell’ambito dell’operazione, per la cifra di 411 milioni, hanno rating AA+ per Fitch e AA+ per S&P e sono stati quotati presso la Borsa del Lussemburgo. Si tratta della quinta operazione di cartolarizzazione di attivi in bonis realizzata dalla banca. I titoli non saranno collocati sul mercato, ma utilizzati dalla Cassa come collaterale per ottenere finanziamenti dalla Bce al tasso agevolato, operazione che gli consentirà di migliorare la propria posizione di liquidità. Il grado di collateralizzazione dipende dal rating attribuito all’emittente che non può essere superiore di quello della Repubblica al momento AA+. Cassa di Risparmio di Asti è stata assistita, in qualità di arranger, da Banca Imi. Il mercato per questa tipologia di titoli al momento è poco liquido nonostante le cartolarizzazioni sui mutui immobiliari italiani abbiano un tasso di default, funzione del mancato pagamento dei finanziamenti, molto basso rispetto ai mutui spagnoli.
Un mercato da 93 miliardi
I mutui residenziali vanno ad alimentare non solo le securitisation che nel 2012 sono state in Italia 28,2 miliardi di euro (28,3%), ma anche i covered bond che rappresentano la quota più consistente del mercato (il 47,3%) pari a 44,1 miliardi di euro. Ad esso vanno aggiunte le cartolarizzazioni dei prestiti commerciali per 3,8 miliardi di euro (il 4,1 per cento): complessivamente nel 2012, le cartolarizzazioni sono state pari a 93,4 miliardi di euro con 75 deal.
Singapore prossima tappa
Intanto, le grandi banche riscoprono il fascio dell’Oriente. Dopo UniCredit che due giorni fa ha collocato un’emissione da 300 milioni di dollari di Singapore, anche Intesa SanPaolo inizierà il prossimo 23 gennaio un road show tra gli investitori dello Stato asiatico. Intesa, dunque, potrebbe essere la seconda banca italiana a sbarcare sul mercato di Singapore. Le banche che guideranno i colloqui sono Dbs, Hsbc e Nomura quest’ultima la stessa che ha curato il deal di UniCredit. Il bond era rivolto specificatamente ai fondi di private wealth management e ha raccolto richieste per 500 milioni. Il bond della durata di 10 anni e mezzo (30 luglio 2023), richiamabile dopo 5 anni e mezzo (dopo il 30 luglio 2018) con una cedola del 5,5% e un prezzo a 100.

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