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Cartolarizzazioni e bond per dare risorse alle pmi

Cartolarizzazione e minibond a sostegno delle piccole e medie imprese per il reperimento delle risorse finanziarie. L’ossigeno alle piccole e medie imprese arriva dalla finanza agevolata. Nel caso delle cartolarizzazioni, le banche continueranno comunque a svolgere un ruolo fondamentale di supporto, in quanto dovranno partecipare alle operazioni nella veste di finanziatori originari, anche se i finanziamenti sono fin dall’inizio destinati a confluire in una operazione di cartolarizzazione o in un fondo di crediti. Nel caso delle obbligazioni, l’emissione delle stesse si porrà come alternativa al finanziamento bancario e favorirà la concorrenza nel settore, essendo destinata a offrire alle imprese un maggiore accesso al credito, potenzialmente ad un costo più vantaggioso. Sono alcune delle importanti novità contenute nello schema di ddl Collegato impresa alla legge di stabilità. Mentre l’economia americana ha già da diversi anni sperimentato in materia di intermediazione creditizia il fenomeno «deregulation» che ha permesso alle aziende di incrementare le opzioni di finanziamento mediante ricorso al mercato presso asset manager e gruppi assicurativi, in Europa solo il 20% del credito alle aziende arriva dal mercato e la quota di investimenti di soggetti istituzionali in private è molto limitata. In Italia l’incidenza infatti del mercato come fonte di finanziamento alternativa alle banche è ancora più marginale da ciò l’urgenza di introdurre elementi di semplificazione normativa che agevolino l’accesso al mercato a fronte di un fenomeno di evidente contrazione dei finanziamenti da parte del sistema bancario. In considerazione di tutto ciò, le cartolarizzazioni e le obbligazioni sono tese ad agevolare il reperimento di risorse finanziarie da parte delle imprese presso soggetti diversi dalle banche. A tal fine, oltre allo strumento della cartolarizzazione queste operazioni potranno essere realizzate anche mediante ricorso allo strumento del fondo di crediti (che come la società di cartolarizzazione investe in crediti derivanti da finanziamenti), o allo strumento del fondo che sottoscrive o acquista obbligazioni e titoli similari emessi, ai sensi del decreto sviluppo del 2012, da società, diverse dalle banche e dalle micro imprese, non quotate, anche di piccola e media dimensione. Nel caso di cartolarizzazione, l’investitore può anche essere unico, ove si tratti di investitore qualificato, senza impatti negativi di qualunque genere sulla natura e qualificazione dell’operazione e dei soggetti coinvolti. Inoltre va precisato che l’art. 65 della legge fallimentare, il quale dispone l’inefficacia dei pagamenti anticipati effettuati da un soggetto fallito entro due anni prima della dichiarazione di fallimento, non trova applicazione con riferimento ai pagamenti anticipati effettuati in favore di una società di cartolarizzazione o di un fondo di crediti.

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