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Cartelle a rate e via Equitalia, primo sì alla manovra

Dopo il sì della Camera, ieri è arrivato anche il voto favorevole sul decreto fiscale, collegato alla manovra (disegno di legge di Bilancio), da parte del Senato. Sul documento il governo aveva posto la fiducia. Il via libera di Palazzo Madama viene raggiunto con 162 voti favorevoli, 86 voti contrari e un astenuto. Tra i provvedimenti, l’addio a Equitalia, la rottamazione delle cartelle esattoriali, la voluntary disclosure bis e stop al tax day.

Oggi invece arriva in Aula alla Camera il disegno di legge di Bilancio, che sarà approvato col voto di fiducia, prima della pausa dei lavori parlamentari che scatta lunedì per via del referendum costituzionale del 4 dicembre. Durante l’esame in commissione Bilancio il testo della manovra si è arricchito di alcune modifiche per accontentare vari settori dell’elettorato. Sulle pensioni, per esempio, è stata ampliata la platea delle lavoratrici che possono accedere attraverso «opzione donna» al pensionamento anticipato mentre si allarga anche il numero, da 27.700 a 30.700, dei cosiddetti esodati che potranno beneficiare dell’ottava salvaguardia.

Manica larga anche sui bonus. Con quello per i 18enni (500 euro) si potrà acquistare anche musica da Internet mentre quello per gli asili nido non sarà sottoposto al requisito dell’Isee. Il congedo di paternità sale a 5 giorni, di cui uno facoltativo.

Nella manovra ci sono anche i fondi per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, fermi da 7 anni. Ieri il ministro della Pa, Marianna Madia, e i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil hanno sbloccato, in un incontro al vertice, la trattativa. Il governo, nel giorno dell’approvazione di cinque decreti attuativi della riforma della Pa, ha messo sul piatto della bilancia 85 euro di incremento medio pro capite dello stipendio per il pubblico impiego. I sindacati giudicano «positive» le aperture del ministro Madia. Saranno possibili, ha fatto capire il governo, modifiche alla riforma Brunetta sui meccanismi premiali delle retribuzioni.

Passando ai decreti attuativi sulla Pa, ieri l’esecutivo ha dato semaforo verde alle norme su «dirigenza, servizi pubblici locali, autorizzazioni, camere di commercio e ricerca». Intanto è attesa per oggi la sentenza della Corte Costituzionale sulla questione di legittimità sollevata dalla Regione Veneto sulla riforma della dirigenza nella Pa. Secondo indiscrezioni la pronuncia sarebbe negativa per il decreto Madia.

Francesco Di Frischia

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