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Cartelle pazze stop

Sul ddl cartelle pazze si torna all’origine. Dopo aver atteso per circa un mese l’autorizzazione a procedere in sede deliberante, la commissione finanze del senato ha infatti licenziato ieri il provvedimento in sede referente. Il relatore Salvatore Sciascia (Pdl) ha ricevuto all’unanimità il mandato a riferire favorevolmente all’aula di palazzo Madama, ammesso che il ddl venga incardinato in un’agenda parlamentare che al momento risulta piuttosto impegnata (in arrivo delega fiscale, legge elettorale e legge di stabilità). Il ddl sulle cartelle pazze dà forza di legge alle procedure che gli agenti del gruppo Equitalia già applicano internamente per effetto della cosiddetta direttiva «antiburocrazia». Il contribuente che presenta al soggetto che gestisce la riscossione l’atto viziato da illegittimità (perché scaduto, prescritto, sospeso, oggetto di sgravio o di sentenza pro contribuente, oppure già pagato) si vede sospendere la procedura esecutiva, in attesa di approfondimenti. Decorso inutilmente un termine di 220 giorni senza che sia stata fornita risposta, la cartella è annullata di diritto e la pretesa dell’ente creditore decade. Meccanismo che, tenuto conto dei tempi tecnici e della difficoltà che talvolta i sistemi telematici delle diverse amministrazioni incontrano nel «parlarsi», potrebbe mettere a rischio i crediti di molti enti locali (si veda ItaliaOggi del 16 novembre scorso).

In attesa di ricevere l’ok dalla presidenza del senato ad approvare il ddl in sede deliberante, quindi, la VI commissione guidata da Mario Baldassarri (Fli) ha deciso di varare comunque il testo. Mettendolo in questo modo a disposizione dell’aula. Resta fermo, tuttavia, che qualora arrivasse l’autorizzazione alla deliberante il provvedimento tornerebbe in commissione e potrebbe quindi essere licenziato senza passare dall’assemblea. Sul punto, peraltro, esiste già un’intesa verbale con la commissione finanze della camera per replicare l’iter abbreviato di approvazione. Dovendo procedere per le vie ordinarie, invece, alla luce del fitto calendario dei lavori parlamentari il provvedimento rischia di restare bloccato nel traffico.

Ieri pomeriggio, comunque, il sottosegretario all’economia Vieri Ceriani ha sottolineato l’apprezzamento dell’esecutivo per l’iniziativa legislativa. «È stato fatto un lavoro molto meritevole e molto buono», ha commentato, ricordando come il ddl «sia partito dal senatore dell’Idv Elio Lannutti molti anni fa» e come «sia stato ripreso e portato avanti anche grazie alla collaborazione con l’Agenzia delle entrate».

Nel merito del provvedimento, peraltro, l’esponente del Mef ha anticipato alcune osservazioni che il ministero dovrebbe muovere sotto il profilo procedimentale. Rilievi che però potrebbero essere superati attraverso una semplice riformulazione di alcuni passaggi.

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