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Cartelle pazze, più tutele

Intesa raggiunta in commissione Finanze del Senato sul disegno di legge che consentirà l’annullamento automatico delle cartelle “pazze” in caso di mancata risposta da parte dell’ente creditore entro 220 giorni.
Il provvedimento ha già ricevuto (la scorsa settimana) il parere favorevole del Governo. Oggi scade il termine per gli emendamenti ma, come ha spiegato il relatore, Salvatore Sciascia (Pdl), non dovrebbero essercene altri a parte quelli relativi alla revisione della tutela dalle ganasce fiscali sotto i 2mila euro.
Il testo messo a punto dal comitato ristretto della Commissione abroga una norma del governo Berlusconi che prevede che le ganasce fiscali per debiti sotto i 2mila euro possano scattare solo dopo l’invio da parte di Equitalia di due solleciti di pagamento a distanza di sei mesi uno dall’altro. La Lega punta, invece, a mantenere la norma. E sulla stessa linea sarebbero i gruppi della ex-maggioranza. Sembra probabile a questo punto che, accanto ad un emendamento di soppressione tout court possa esserne presentato uno di mediazione, che abbassi la soglia a mille euro con un termine temporale per gli avvisi ridotto a tre mesi. Il relatore si dice favorevole ad entrambe le soluzioni, optando per quella più radicale nel caso in cui la questione dovesse «pregiudicare un iter rapido del provvedimento».
Dopo l’approvazione del testo a Palazzo Madama (che non è escluso possa arrivare già oggi) si punta a mantenere il provvedimento in commissione in sede deliberante in modo da evitare l’esame in Aula, per poi accelerarne il passaggio alla Camera. Non è neppure escluso che queste norme possano, in caso di allungamento dei tempi, essere riprese in un decreto del Governo.
Quanto all’annullamento delle cartelle esattoriali non dovute, il contribuente avrà la possibilità di inviare una dichiarazione al concessionario della riscossione entro 90 giorni dall’invio della cartella per chiedere il suo annullamento, nei casi previsti dallo stesso Ddl. Nei 10 giorni successivi il concessionario sarà tenuto a dare comunicazione all’ente creditore (amministrazione centrale o locale) che dovrà dare risposta entro i successivi 60 giorni. In ogni caso, in caso di mancata risposta entro 220 giorni, la cartella pazza sarà annullata di diritto. Questa procedura sarà in un certo senso retroattiva in quanto potrà essere estesa anche alle dichiarazioni già presentate al concessionario. In questo caso, l’ente creditore si dovrà attivare entro 90 giorni dalla pubblicazione della legge e varrà comunque il termine di 220 giorni.
Per scoraggiare i furbi è stata introdotta anche una mega-sanzione nel caso di documentazione falsa presentata dal contribuente: fatta salva la responsabilità penale, scatterà una sanzione da 100 al 200% delle somme dovute.
«Abbiamo fatto un gran lavoro come commissione – ha sottolineato il senatore dell’Idv, Elio Lannutti – per dare un minimo di tutela ai contribuenti che nonostante le garanzie dello Statuto sono vessati. È una norma di civiltà».

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