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Cartelle pazze con «autotutela»

Ganasce fiscali vietate per i debiti inferiori a mille euro (per almeno quattro mesi dall’avviso di pagamento) e sospensione immediata per l’esecuzione delle cartelle esattoriali illegittime. È quanto prevede il cosiddetto “Ddl cartelle pazze” il cui impianto è stato definito ieri al Senato dalla commissione Finanze.
Per il disegno di legge (AS 1551), di cui è relatore Salvatore Sciascia (Pdl), a breve potrebbe essere anche approvata la sede deliberante. Proprio ieri, il presidente della commissione Finanze, Mario Baldassarri, ha formalizzato la richiesta. Visto l’accordo politico già raggiunto sul testo l’adozione dell’iter semplificato, senza quindi il passaggio in Aula, dovrebbe essere scontata.
Il disegno di legge in discussione punta a rafforzare la tutela offerta ai contribuenti. Si prevede, infatti, che entro 90 giorni dalla notifica «del primo atto di riscossione utile o di un atto della procedura cautelare/esecutiva», il contribuente possa presentare un’auto-dichiarazione che obbliga l’agente per la riscossione a fermarsi.
In particolare, il contribuente che ritenga di non dover pagare dovrà documentare che gli atti emessi dell’ente creditore, prima della formazione del ruolo, sono invalidi. Nel provvedimento vengono elencate sei situazioni che viziano l’azione esecutiva autorizzando l’esercizio di questa forma di autotutela: la prescrizione o decadenza del diritto di credito intervenuto prima della consegna del ruolo al concessionario; l’esistenza di un provvedimento di sgravio; la sospensione comunque concessa dell’ente creditore; l’esistenza di una sospensione giudiziale o di una sentenza che abbia annullato in tutto o in parte la pretesa dell’ente creditore, emesse in un giudizio al quale il concessionario sia rimasto estraneo; il pagamento effettuato prima della formazione del ruolo; qualsiasi altra causa di non esigibilità.
In caso di mancata risposta dell’amministrazione all’istanza del contribuente dopo 220 giorni le cartelle sono annullate di diritto. Per il contribuente infedele che presenti una falsa documentazione è introdotta, però, una sanzione amministrativa dal 100 al 200% dell’ammontare delle somme dovute (a parte la responsabilità penale).
La commissione Finanze ha approvato, poi, un emendamento in materia di azioni cautelari ed esecutive che cancella quanto previsto dall’articolo 7, comma 2, lettera gg-quinquies del Dl 70 del 2011 (convertito nella legge 106 del 2011). Questa norma stabiliva che in tutti i casi di riscossione coattiva di debiti fino a duemila euro le azioni cautelari ed esecutive, come le ganasce fiscali appunto, dovevano essere precedute dall’invio, mediante posta ordinaria, di due solleciti di pagamento a distanza di almeno sei mesi l’uno dall’altro. Ora invece il blocco delle misure cautelari si determina per tutti i debiti (per esempio tributi e multe) sotto i mille euro. Ma il periodo di sospensione sarà di soli 120 giorni «dall’invio di una comunicazione contenente il dettaglio delle iscrizioni a ruolo».

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