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Cartelle, conti correnti in chiaro

Una riforma della Riscossione in sei mosse. Scambio dati tra agenzia entrate e agenzia entrate riscossione con l’utilizzo ai fini dell’emissione dei ruoli anche delle fatture elettroniche, rimodulazione dei termini di efficacia di notifica di cartella e intimazione, revisione dell’aggio, e delle diverse forme di rateizzazioni, rimodulazione degli interessi e nascita di una unica agenzia per incorporazione delle entrate e riscossione. Sono le indicazioni che l’Agenzia delle entrate-Riscossione ha inviato al Parlamento nella relazione 2021 sulla riscossione, che ItaliaOggi è in grado di anticipare e che è la traccia su cui si costruirà la riforma dei ruoli. In particolare poi, l’Agenzia guidata da Ernesto Maria Ruffini torna a chiedere la revisione della gestione del magazzino, che al 31 dicembre è certificato essere arrivato alla cifra incontrollabile e ingestibile di 999,1 mld di debiti da riscuotere. L’ipotesi di modifica è la procedura di discarico automatico dei ruoli, trascorsi un certo periodo. Ecco alcune delle novità.

Accesso ai dati dei conti correnti dei debitori. Attualmente l’accesso all’anagrafe dei rapporti è limitato, nella relazione si evidenzia che spesso si fanno pignoramenti al buio, senza cioé informazioni aggiornate sulle capienze dei conti correnti dei debitori. Tra le richieste dunque non solo una maggiore accessibilità alle informazioni finanziarie dei contribuenti ma anche una trasmissione di dati che attualmente sono inviati solo all’Agenzia delle entrate, ad esempio il codice Iban, in modo si legge nel documento: «l’attività di recupero svolta dall’Agente della riscossione potrebbe essere molto più efficace, essendo diretta solo verso quei rapporti finanziari che possano essere capienti ai fini dell’esecuzione» . Si richiede poi l’accesso ai dati sulla fatturazione elettronica. In questo caso la necessità è motivata dal contrastare l’evasione da riscossione: «permettendo così l’avvio mirato di procedure di pignoramento dei rapporti commerciali intrattenuti dal soggetto debitore con soggetti terzi. Verrebbe così evitata l’acquisizione – non sistematica e spesso intempestiva” spiegano nel documento, «di analoghe informazioni , mediante verifiche e ispezioni documentali eseguite dai dipendenti dell’Agente della riscossione nel corso di un accesso “fisico” ai locali dove il debitore esercita la propria attività».

Restyling della rateizzazione. La metà della riscossione è pagata con le rate. Considerato dunque l’importanza dello strumento e gli interventi soprattutto emergenziali che hanno modificato molto i piani e quant’altro, si richiede di mantenere le disposizioni di maggior favore per i contribuenti ma allo stesso tempo di prevedere la decadenzaabout:blank

Prima dell’esecuzione, si intima. Nel caso sia passato più di un anno dalla notifica della cartella di pagamento, prima di poter avviare una delle possibili procedure esecutive per il recupero delle somme riportate nella medesima, l’Agenzia deve notificare al debitore un avviso di intimazione. Analogamente, qualora dalla notifica dell’avviso di intimazione sia trascorso un altro anno, prima di avviare un’ulteriore procedura esecutiva deve provvedere alla notifica di un ulteriore avviso.

Revisione degll’aggio. Si passa dall’aggio di riscossione posto anche sotto le critiche della corte costituzionale a uno stanziamento annuale quantificato in 850 mln di euro. A questo scopo la totale incorporazione di Riscossione in agenzia delle entrate aiuterebbe ad attuare la modifica.

Pulizia del magazzino. Uno dei possibili interventi per lo smaltimento di almeno una parte del magazzino pregresso, scrivono dall’Agenzia, «potrebbe configurarsi nella restituzione , entro un lasso temporale a medio termine e previa verifica dei requisiti soggettivi del debitore, dei carichi riferiti a categorie di contribuenti non solvibili e per i quali non sussistono prospettive di riscossione o comunque dei carichi non più esigibili per il decorso del termine di prescrizione». La proposta dell’attore della riscossione affidata ora all’attuazione del parlamento è quella di prevedere che, una volta consegnato dall’ente creditore il carico da riscuotere, l’Agente della riscossione avvii le attività di competenza e, in assenza di regolarizzazione del debito da parte del contribuente, effettui le azioni di recupero coattivo secondo un piano annuale adeguato alla sua capacità operativa e predisposto sulla base di principi di efficacia, efficienza, economicità e imparzialità. Il discarico dovrebbe avvenire in 5 anni.

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