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Cartelle congelate fino al primo maggio

Rinvio dal primo marzo al primo maggio della ripartenza delle notifiche delle cartelle esattoriali bloccate dal precedente governo e spostamento al secondo semestre della ripresa dei pagamenti per chi ha programmi di rateizzazione in corso; cancellazione delle cartelle più vecchie (dal 2000 al 2015) di importo non superiore a 5mila euro. Sono queste le misure principali del capitolo fiscale del decreto legge Sostegni atteso per oggi in consiglio dei ministri. Ma mentre su rinvio delle cartelle, che comporta un minor gettito di 1,3 miliardi, non ci sono problemi, sullo stralcio delle vecchie c’è un braccio di ferro nella maggioranza. Da una parte la Lega, i 5 Stelle (ma con qualche distinguo) e Forza italia, assolutamente favorevoli a quella che chiamano «pace fiscale». Dall’altra Leu, contrario al «condono», e il Pd, fortemente perplesso su un’operazione così ampia (riguarderebbe 61 milioni di cartelle). «Dobbiamo evitare – dice il neoresponsabile economico del partito, Antonio Misiani – che si condonino multe a chi non ne ha bisogno». Articolata la posizione di Italia viva: «Vogliamo la cancellazione di tutti i crediti ormai inesigibili (che sono solo un costo) e in più una misura specifica di agevolazione per i soggetti molto danneggiati dalla pandemia», dice Luigi Marattin.

Per la Lega è sceso in campo il leader Matteo Salvini: «È imprescindibile che nel decreto ci sia la pace fiscale: la rottamazione di decine di milioni di cartelle vecchie, che sarebbero la morte per milioni di famiglie». Negli ultimi giorni, la Lega, con il sottosegretario all’Economia Claudio Durigon, ha tentato di portare il tetto delle cartelle condonabili a 10mila euro, ma si è dovuta arrendere di fronte alla contrarietà degli altri partiti, promettendo però di tornare alla carica nell’esame in Parlamento. All’estremo opposto la capogruppo di Leu al Senato, Loredana De Pétris: «Sarebbe un condono di fatto. Un provvedimento del genere non può essere erga omnes, senza distinzioni tra le cartelle davvero non esigibili e chi invece ne approfitterebbe».

Alle accuse di condono ribatte la viceministra dell’Economia, Laura Castelli, dei 5 Stelle: «L’ideologia andrebbe messa da parte. Si tratta di una pulizia di parte del magazzino dell’Agenzia delle entrate (in tutto vale quasi mille miliardi, ndr.) da crediti ormai inesigibili (il 91% secondo l’Agenzia, ndr.) per dare la possibilità alla riscossione di concentrarsi sui crediti esigibili». Ma nel Movimento ci sono un paio di senatori, Primo Di Nicola e Gianluca Castaldi, che si dicono pronti a votare contro. Nel Pd sono in molti a chiedere che lo stralcio delle cartelle non sia indiscriminato. Le tensioni non sono state superate, nonostante i ripetuti vertici tecnici e politici, fino a sera. Questa mattina ci sarà un altro vertice politico, poi, se ci saranno ancora nodi da sciogliere, lo si farà nel consiglio dei ministri previsto nel pomeriggio.

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