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Cartella agli eredi solo a specifiche condizioni

È nulla la cartella notificata impersonalmente agli eredi presso l’ultimo domicilio del de cuius, se questi hanno presentato la dichiarazione di successione, comunicando dunque all’Ufficio fiscale il proprio domicilio. Inoltre, gli eredi sono tenuti pagamento del debito ereditario solamente pro quota, con la conseguenza che l’emissione di un ruolo unico, che non determini la pretesa imputabile a ciascuno di essi, è illegittima.

Con queste motivazioni, la Ctp di Roma, sentenza n. 16576/57/15, ha annullato una cartella di pagamento relativa a un’iscrizione a ruolo effettuata dalla Dp di Roma dell’Agenzia delle entrate. La cartella esattoriale afferiva a un debito del de cuius, notificato impersonalmente agli eredi presso il suo ultimo domicilio.

L’atto veniva impugnato dagli eredi in Commissione provinciale, sostenendo vari motivi di illegittimità dello stesso. In particolare, il collegio capitolino ha ritenuto fondata l’eccezione relativa alla nullità assoluta della notificazione della cartella; da considerare, infatti, che prima di tale notificazione, era stata presentata alla stessa Agenzia delle entrate la dichiarazione di successione. «La notificazione nell’ultimo domicilio del defunto», spiegano i giudici, «non è consentita nel caso in cui gli eredi abbiano provveduto a comunicare all’Ufficio il loro domicilio (…) e ciò è avvenuto con la dichiarazione di successione». Si tratta, dunque, di una nullità assoluta e insanabile della notificazione, che travolge l’intero atto di riscossione. Ciò a norma dell’articolo 65 del dpr 600/73, secondo cui la notifica impersonale presso l’ultimo domicilio del defunto è consentita solamente ove gli eredi stessi non abbiano previamente comunicato all’Ufficio il proprio domicilio (adempimento previsto dal comma 2 del citato art. 65).

Un ulteriore profilo ritenuto dirimente dalla Ctp riguarda l’unicità del ruolo, indistintamente riferito a tutti gli eredi: gli eredi, invece, secondo il collegio, sono tenuti alla soddisfazione del debito pro quota e, dunque, un ruolo che non tenga conto della loro identità né della determinazione della pretesa riferita a ogni singolo soggetto è illegittimo. In altri termini, secondo l’opinione del giudice provinciale di Roma, l’ente creditore avrebbe dovuto frazionare la pretesa in base alla quota di spettanza di ciascun erede e notificare, presso il domicilio personale di ogni erede, distinte cartelle di pagamento.

Nicola Fuoco

La Commissione, esaminata la documentazione, rileva che il ricorso è stato correttamente proposto anche nei confronti di Equitalia Sud Spa, quale soggetto emittente l’atto impugnato: i ricorrenti hanno, infatti, interesse a che la decisione faccia stato anche nei confronti del concessionario.

Il primo motivo del ricorso è infondato: ai sensi delle stesse norme richiamate dai ricorrenti, l’Agente della riscossione ha legittimamente eseguito la notificazione, mediante raccomandata con avviso di ricevimento, spedita dallo stesso come nel caso in esame.

Invece, risulta fondato il secondo motivo del gravame, con il quale i ricorrenti deducono la nullità assoluta della cartella impugnata e della sua notificazione, perché emessa e notificata impersonalmente ne confronti degli eredi… In via…

L’art. 65 del dpr n. 600/73 consente, infatti, la notificazione degli atti, relativi a soggetto defunto, impersonalmente ai suoi eredi nel suo ultimo domicilio, solo se gli eredi stessi non abbiano comunicato il loro personale domicilio.

La notifica impersonale nell’ultimo domicilio del defunto non è consentita nel caso in cui gli eredi abbiano, invece provveduto a comunicare all’ufficio il loro domicilio.

Nella specie, ciò è avvenuto con la dichiarazione di successione, presentata il primo luglio nell’Ufficio di Albano Laziale.

La nullità in questione, secondo la Corte di cassazione è assoluta e insanabile (Cass. nn. 18729/2014; 10659/2003; 11447/2002 e 3865/2001).

Oltre a ciò, poiché la cartella impugnata enuncia una pretesa fiscale nei confronti di soggetti che, in ragione della qualità ereditaria, non sono tenuti in solido, ma «pro quota», la emissione del ruolo che non tenga conto della loro identità e del loro domicilio, quali risultano già dagli atti dell’Agenzia delle entrate, si risolve in una nullità della stessa iscrizione a ruolo, per la indeterminatezza della pretesa fiscale nei confronti di ciascuno.

[omissis]

La Commissione accoglie il ricorso. Condanna l’Agenzia resistente al pagamento in favore dei ricorrenti delle spese di giudizio, liquidate in 350,00 di cui 300,00 per onorari.

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