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Carte revolving, Abn Ambro rimborsa i clienti

Dopo Rabobank, in Olanda anche la banca Abn Amro è stata costretta a “patteggiare” con le Autorità di Vigilanza e con le associazioni dei consumatori per aver fatto pagare ai clienti retail tassi d’interesse troppo elevati su prodotti di credito al consumo come le carte revolving. La transazione costerà complessivamente ad Abn Amro 250 milioni di euro, dei quali 220 milioni saranno accantonati ex novo nel secondo semestre del 2021 mentre 30 milioni erano le rettifiche prudenziali contabilizzate finora. Ai clienti retail danneggiati, secondo stime fornite dalla stessa banca, andranno tra i 50 e i 1.750 euro a testa secondo un calendario di rimborsi che si concluderà a fine 2022.

I rimborsi, secondo le prime stime, riguarderanno il 15% dei clienti titolari di carte revolving relativamente a danni che risalgono all’inizio del 2008.

Un mese fa anche Rabobank aveva accettato di rifondere circa 150.000 clienti, sempre a seguito della denuncia della Kifid Institute for Financial Complaints che aveva evidenziato come nel corso degli anni i tassi di interesse fatti pagare ai clienti non fossero mai stati ridotti, come invece accaduto sul mercato.

Abn Amro e Rabobank sono le prime due banche che hanno accettato di transare, ricalcolando gli interessi e compensando i clienti. Altre banche olandesi, secondo l’associazione dei consumatori, seguiranno.

In Borsa la notizia non ha pesato troppo sulle quotazioni di Abn Amro (invariata a fine seduta). Secondo le prime stime di Citi l’impatto negativo sul Cet1 sarà per Abn Amro di 15 punti base, ma la soluzione del caso eliminerà l’incertezza sulla dimensione del “rischio revolving“ dopo che già nel corso dell’ultimo biennio si sono ridotti i casi aperti sull’antiriciclaggio.

Abn Amro è tuttora controllata al 56% dallo Stato olandese, dopo il salvataggio scattato a seguito della crisi finanziaria del 2008-2009. Da tempo, il mercato guarda a ipotesi di riprivatizzazione di Abn Amro da realizzarsi in contemporanea a un’operazione di M&A. Ma finora proprio i tanti rischi di contenzioso della banca olandese hanno frenato ogni aggregazione.

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