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Carte con sconti fiscali

L’Abi promuove il contrasto di interessi per far crescere i pagamenti elettronici. Il vicedirettore dell’Associazione bancaria italiana, Vincenzo Torriero, ha evidenziato la proposta ieri in audizione davanti la commissione vigilanza dell’anagrafe tributaria. Nell’ottica di un minor ricorso al contante, per Torriero potrebbero essere previsti «incentivi di carattere fiscale per chi utilizza strumenti di pagamento elettronico, sulla falsariga di esperienze di successo di altri paesi (Corea, Argentina), generando un’interazione virtuosa tra interessi potenzialmente contrastanti: quello del pagatore e del beneficiario a utilizzare o meno il contante. Si potrebbero, per esempio, introdurre forme di detrazione fiscale a fronte di documentate spese effettuate con strumenti di pagamento elettronico sia per i pagatore sia per il beneficiario, una riduzione dell’imposta di bollo sull’estratto conto della carta, un credito di imposta per i costi legati all’acquisizione e alla manutenzione dei Pos. Tali misure», secondo Torriero, «potrebbero trovare riscontro in verifiche realizzabili proprio attraverso le basi di dati».

Per l’Abi un altro intervento pressante è quello che riguarda il dialogo delle banche dati fiscali alimentate dai flussi trasmessi costantemente dagli intermediari finanziari.

«L’utilità dell’intero patrimonio informativo dell’anagrafe tributaria è resa quanto mai difficoltosa», ricorda il vice direttore generale Abi, «dal fatto che le informazioni sono parcellizzate in una serie di apposite banche dati la cui consultazione d’insieme appare ardua. È, pertanto, avvertita l’esigenza di accorpare le banche dati in un unico data base la cui consultazione sia in grado di offrire una visione unitaria per soggetto oppure dell’insieme dei beni riconducibili a uno o più soggetti». Strettamente collegato a questo nodo è l’esigenza di unificare i diversi termini di invio, in modo da esaurire l’adempimento in un’unica fase.

Sull’uso del contante Torriero ha ricordato che l’Italia è ancora in ritardo per l’utilizzo delle carte come strumento di pagamento rispetto al contante.

Nel 2009, in Italia 90 transazioni su 100 avvenivano in contanti, mentre la media europea era 70; nel 2012 in Italia i pagamenti in contanti si sono ridotti a 87 su 100, ma la media Ue è scesa a 60 su 100; mentre «resta tutt’ora elevato il ritardo nell’utilizzo di strumenti alternativi al contante». Nel 2013 infatti 75 operazioni annuali per abitante nel nostro paese erano con strumenti alternativi al contante, contro i circa 200 nell’area dell’euro.

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