Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Carta d’identità da rifare

di Antonello Cherchi

Se volete trovare un paradigma dell'incertezza, puntate sulla carta di identità elettronica. In quattordici anni ha cambiato veste, prezzo, scadenza, modalità di emissione. E proprio ora che dopo un lungo periodo di sperimentazione si apprestava a trovare stabilità – l'ultima ennesima proroga ne assicura la diffusione entro gennaio 2012 – succede che si deve ricominciare daccapo.

Il decreto legge sviluppo, approvato dalla Camera con il voto di fiducia e dunque avviato a essere licenziato tale e quale dal Senato, prevede che la carta di identità elettronica (Cie) si sposi con la tessera sanitaria, sia obbligatoria e gratuita, la si possa richiedere anche per i neonati, se ne occupi non più solo il Poligrafico, ma anche la Sogei.

Risultato: tutto quello che è stato fatto finora va dimenticato. O quasi. Costi compresi. A oggi sono state investite decine di milioni per mandare a regime l'emissione delle Cie. Il piano industriale messo a punto dal Poligrafico nel 2006 stimava in 537,6 milioni i costi per assicurare quasi 49 milioni di carte, che all'epoca avevano, però, una validità di cinque anni. Nel 2008 la vita della Cie è stata raddoppiata e ora il rinnovo avviene dopo dieci anni, con un risparmio che il ministero della Semplificazione – artefice dell'allungamento della vita della tessera – aveva a suo tempo stimato in 15 milioni. Al netto di tali conteggi, sta di fatto che parte degli investimenti già effettuati e che hanno assicurato l'emissione da parte dei 180 comuni coinvolti nella sperimentazione di non più di 3 milioni di Cie, sono senz'altro da ricalibrare.

I costi della nuova carta non si esauriscono, però, nei soldi già spesi. Si devono, infatti, sommare anche le risorse necessarie per attuare quattro novità previste dal decreto sviluppo: l'obbligatorietà della Cie, il fatto che ne potranno disporre anche i minori di 15 anni, la sua gratuità e, soprattutto, il dover rimettere mano all'intero progetto, perché la carta di identità elettronica dovrà abbinarsi alla tessera sanitaria.

L'obbligatorietà unita all'abbassamento del limite di età (oggi la Cie si può richiedere solo dopo i 15 anni) porta a coprire l'intero arco della popolazione. Tutti dovranno dotarsi del nuovo documento di riconoscimento. Non solo: fino a tre anni di età la Cie avrà una validità triennale, fra i tre e i diciotto anni la validità sarà di cinque anni, dopo la maggiore età la carta dovrà essere rinnovata ogni dieci anni. Dunque un maggior numero di tessere e, in particolare, un ricambio più stretto nei primi diciotto anni di vita della persona. Insomma, molte più carte da emettere.

Se questa novità si coniuga con l'altra della gratuità, è facile capire che lo Stato dovrà mettere mano al portafoglio per pagare milioni di nuove Cie. Finora, infatti, il costo della carta di identità elettronica è stato a carico del cittadino: si tratta di 20 euro (13 di produzione e 7 di gestione e distribuzione) a cui vanno sommati i costi amministrativi, per un totale di 25 euro.

Ci sono poi da considerare i costi relativi al nuovo progetto, quello che dovrà abbinare la Cie alla tessera sanitaria e che dovrebbe costare 600 milioni. Valutazioni che possono contare su un abbattimento dei costi delle tessere: oggi, grazie alle nuove tecnologie, la card può essere realizzata con una spesa di dieci euro, contro i venti attuali. Ma che rimangono una bella cifra, considerato quanto già fatto (e già speso) e tenuto conto delle condizioni del bilancio statale.

Ma non sono solo i conti pubblici a essere chiamati in causa. Ci sarà da risolvere anche un problema di raccordo all'interno della nuova carta, perché la tessera sanitaria ha oggi una validità di cinque anni, contro i dieci del documento di riconoscimento. Per non tornare, sul versante della Cie, indietro ancora una volta, riportando la validità a cinque anni (con conseguente aggravio delle spese), l'unica soluzione plausibile è fissare anche il rinnovo della tessera sanitaria dopo un decennio. Un conto che – almeno questo – si può far quadrare.

 

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

ROMA — Un’esigenza comune percorre l’Europa investita dalla seconda ondata del Covid-19. Mai c...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

ROMA — L’Italia è pronta ad alzare le difese, e si allinea con l’Unione europea, nei confront...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

MILANO — Nel giorno in cui il consiglio di Atlantia ha deliberato il percorso per uscire da Aspi, ...

Oggi sulla stampa