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Caro-bollette, il pressing sul premier Dal Pd a M5S: intervenga il governo

«L’Italia è un bell’esempio, perché sulla transizione energetica sta facendo un lavoro veramente ottimo». Le parole di Franz Timmermans, vicepresidente della Commissione europea, ai microfoni di Radio Rai, arrivano il giorno dopo l’annuncio da parte del ministro Roberto Cingolani della prossima stangata d’autunno per famiglie e imprese sulle bollette di gas e luce con rincari fino al 42%. E sembrerebbero quasi una beffa se il vicepresidente non puntualizzasse che «se si fosse fatta la transizione ecologica cinque anni fa, oggi non avremmo prezzi cosi alti» e che «è essenziale utilizzare anche i fondi del Recovery per la transizione energetica, come ha fatto l’Italia».

Ma Timmermans sottolinea anche che, «invece di rimanere paralizzati o rallentare la cose a causa dell’attuale aumento dei prezzi, dovremmo accelerare le cose nella transizione alle energie rinnovabili in modo che l’energia rinnovabile a prezzi accessibili diventi disponibile a tutti». È preoccupato: «L’unica cosa che non possiamo permetterci è che la parte sociale si opponga a quella climatica, vedo molto chiaramente questa minaccia, ma solo circa un quinto dell’aumento dei prezzi può essere attribuito all’aumento dei prezzi della CO2, gli altri sono semplicemente una conseguenza della carenza del mercato».

Ma il caro bollette allarma anche le forze politiche in Italia che chiedono al premier Mario Draghi e al governo di intervenire per calmierare i prezzi. L’Unione nazionale consumatori ha calcolato un aggravio medio di spesa annua di 247 euro a famiglia. Già lo scorso luglio, il governo era intervenuto utilizzando un fondo da 1,2 miliardi grazie al quale era riuscito a ridurre l’aumento dal 20 al 10%. Ora i leader politici chiedono un nuovo aiuto. E questo potrebbe arrivare dalla limatura di tutti quegli oneri di sistema contenuti nella bolletta e che contribuiscono ad appesantirla. Lo chiede ad esempio il capo della Lega Matteo Salvini quando parla di «interventi per tagliare di metà le tasse sulle bollette: l’ho già detto a Cingolani». Soluzione possibile anche per il segretario Pd Enrico Letta che definisce «eccessivo l’aumento, qualunque siano le ragioni globali che lo provocano: ci vuole un intervento del governo per ridurre una tantum gli oneri di sistema e così limitare un impatto che è una gelata sui consumi delle famiglie e sulla ripresa». L’ex premier Giuseppe Conte e presidente dei Cinque Stelle ne discute direttamente con il ministro della Transizione ecologica Cingolani durante un incontro nel pomeriggio e assicura: «Abbiamo convenuto che dobbiamo intervenire con varie modalità per calmierare questi prezzi». Più dura la leader dell’opposizione e di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni che attacca Cingolani: «Fa riflettere un ministro che annuncia l’aumento delle bollette invece di provare a spiegarci come fa a fermarlo».

Alla fine è lo stesso Cingolani a spiegare: «I dati tendenziali sugli aumenti dei costi dell’energia sono noti e monitorati da tempo dagli addetti ai lavori: le variazioni delle bollette sono stabilite ogni trimestre dall’autorità per l’energia sulla base del costo delle materie prime come il gas e dal costo della CO2». E rassicura: «Il governo è fortemente impegnato per la mitigazione dei costi delle bollette dovuti a queste congiunture internazionali e per fare in modo che la transizione verso le energie più sostenibili sia rapida e non penalizzi le famiglie».

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