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Cariverona in uscita da Cdp L’assemblea vara il riassetto

Via libera, ieri, dall’assemblea straordinaria della Cassa depositi e prestiti alla modifica dello statuto che di fatto sposta la finestra per la conversione delle azioni privilegiate in ordinarie al 2013, recependo l’accordo politico raggiunto la settimana scorsa tra le Fondazioni e il Tesoro, con la mediazione decisiva del presidente del consiglio, Mario Monti. Proprio tra le Fondazioni, però, resta ferma la volontà di Cariverona di uscire dall’azionariato: così come anticipato da Il Sole 24 Ore il 30 novembre scorso, l’azionista UniCredit sarebbe deciso nel progetto di esercitare il recesso e di veder riconosciuti i diritti che spettano agli azionisti in caso di liquidazione della propria quota.
In ogni caso Cariverona sarebbe l’unica Fondazione disposta a rompere il fronte degli enti azionisti, dunque – per il resto – il gruppo resta compatto, come auspicato dal presidente dell’Acri, Giuseppe Guzzetti. Il buon esito della mediazione di fatto è appeso all’approvazione alla Camera del Decreto crescita – attesa per questa mattina – ma intanto ieri si era già messo a punto un piano B in caso di mancato via libera in tempo utile: l’emendamento al decreto proposto dal gruppo di senatori guidato da Cinzia Bonfrisco (Pdl) sarebbe stato trasferito sulla Legge di Stabilità, garantendone in questo modo l’approvazione.
La diluizione
Tornando all’assemblea di ieri, la nuova formulazione dello Stauto prevede che le azioni privilegiate della Cassa siano automaticamente convertite in ordinarie a decorrere dal primo aprile prossimo, «mentre la facoltà di conversione alla pari e il diritto di recesso – recita un comunicato diffuso ieri dalla Cdp – potranno essere esercitati dal 15 febbraio al 15 marzo». Il disegno studiato dal Governo insieme all’Acri e approvato da tutti i soci di minoranza di Cdp con la sola eccezione di Cariverona, prevede che le Fondazioni prima scendano al 16,7%, per poi risalire al 20% con un esborso vicino ai 750 milioni, da versare nell’arco di quattro anni, con una prima rata pari al 20% attesa già per aprile. Tutti questi aspetti dovranno essere recepiti nello statuto Cdp nel corso di una nuova assemblea, probabilmente la settimana prossima.
I finanziamenti
Sempre nella giornata di ieri, il consiglio di amministrazione di Cassa depositi e prestiti ha approvato finanziamenti per circa 2 miliardi.
In particolare, il board ha deciso di destinare 500 milioni ad Autostrade per l’Italia, che serviranno alla costruzione della terza corsia dell’Autosole tra Barberino e Firenze Nord, un tratto da da 17,6 chilometri. Altri 295 milioni sono stati assegnati a Roma Capitale: di questi, circa 207 verranno impiegati per la costruzione della metro C e opere di ampliamento e potenziamento delle linee B, B1 e A. Questo contributo – ha sottolineato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno – consentirà anche il proseguimento di importanti lavori per la manutenzione delle strade e delle scuole capitoline, fino alla realizzazione del Museo nazionale della Shoah».
Sempre ieri, la Cdp ha approvato un finanziamento da 274 milioni al Comune di Milano, di cui 194 per la costruzione della linea 4 della metropolitana nella tratta Lorenteggio-Linate. Gli ultimi finanziamenti deliberati ieri dal consiglio di amministrazione riguardano il capoluogo toscano (166 milioni alla società Tram di Firenze per la realizzazione del sistema integrato di tranvia tra Firenze e Scandicci) e la Brebemi: la Cassa, infatti, ha confermato gli impegni pari a 760 milioni per la realizzazione del collegamento autostradalae da 62 chiloloemtri tra Brescia, Bergamo e Milano.

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