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Cariplo mette tutte in fila

Nessuno come Cariplo. La fondazione lombarda, presieduta da Giuseppe Guzzetti, è la prima tra le più di ottanta fondazioni ex bancarie italiane, sia per Patrimonio che per Avanzo. Le due voci sono le più rappresentative del bilancio di questi soggetti, nati dalla vivace mente di Giuliano Amato all’inizio degli anni Novanta e che ancora oggi — contrariamente alle indicazioni della legge istitutiva e per la loro quasi totalità — recitano un ruolo di primissimo piano nel panorama creditizio nazionale.
Dietro al colosso lombardo tiene il passo solamente la Compagnia di San Paolo di Torino, al secondo posto in entrambe le graduatorie con ampissimo distacco rispetto alla terza della classifica: Cr Verona per il patrimonio e Carige per l’avanzo. Cariplo e Compagnia, eredi di alcune tra le maggiori casse di risparmio, sono le prime azioniste della prima banca per numero di sportelli in Italia, Intesa Sanpaolo. Tra le dieci al vertice va segnalata l’uscita della Fondazione Monte dei Paschi di Siena. Quella che nel 2009 era la seconda fondazione in Italia per patrimonio (5.534 milioni, dietro solo a Cariplo) ed era terza nel 2010 (5.407), al 31 dicembre 2012 è scivolata oltre la quindicesima posizione con un patrimonio di 673 milioni, lontanissima dalla decima posizione recuperata da Carige e in piena difficoltà a causa della dissennata gestione del rapporto con la banca di riferimento, in un contesto fortemente autoreferenziale e senza una adeguata considerazione per i rischi che si andavano ad assumere.
Il confronto
L’analisi riassunta dalle quattro tabelle sopra al titolo parte dalle due principali voci di bilancio (Patrimonio e Avanzo). Poi, si cerca un indice di redditività (terza tabella), mettendo in rapporto l’avanzo con il patrimonio. Si sono considerate, in questa e nella successiva tabella, solo le prime dieci risultate dall’analisi patrimoniale, essendo possibile che, specie tra le fondazioni minori, ci siano rapporti più significativi di quelli evidenziati. Infine, si considera una voce particolarmente significativa per l’universo delle fondazioni, ovvero quella che è riassunta dalla quarta tabella, che mette in evidenza la differenza tra l’accantonato e le erogazioni deliberate, ovvero gli impegni (i debiti) che le singole fondazioni hanno nei confronti dei beneficiari degli stanziamenti.
Genova e Torino
La milanese Cariplo e la torinese Compagnia di San Paolo hanno un ruolo leader tra le fondazioni ex bancarie. Ma la terza e la quarta graduatoria evidenziano le perfomance di Carige e di Crt. Carige, presieduta da Flavio Repetto e diretta da Rodolfo Bosio, solo nel 2007 era 14esima nella classifica dei patrimoni, con 846 milioni di euro. Al tempo della grande crisi la fondazione ligure è riuscita ad andare controcorrente, incrementando di circa il 25 per cento la propria patrimonializzazione e riuscendo a spiccare il volo verso il decimo posto della classifica (1.012,6 milioni di euro) e a salire sulla terza piazza per quanto avanzo d’esercizio (67,2).
Cr Torino — che da poco ha cambiato il proprio vertice, sostituendo il presidente Andrea Comba e il segretario generale Angelo Miglietta rispettivamente con Antonio Maria Marocco e Massimo Lapucci — ha rivisto la propria partecipazione in Unicredit, riducendola sensibilmente negli ultimi mesi. Ma la leadership di Crt nella graduatoria delle disponibilità effettive viene dal rapporto, al 31 dicembre scorso, tra i Fondi per attività istituzionali, iscritti a bilancio per 447,4 milioni di euro, e le erogazioni deliberate (94,3). Non deve troppo sorprendere, in questa classifica, la decima posizione del colosso Cariplo, addirittura in rapporto negativo (-158,3 milioni), perché è un’analisi che non riguarda i flussi di cassa, ma gli stock di impegni ed è direttamente correlata alla quantità notevolissima di impegni a stanziare che Cariplo assume annualmente.
Le altre
Tra molti nomi noti, è opportuno evidenziare, in questa disamina, la presenza della Fondazione Cr Cuneo, settima per patrimonio e nona per avanzo, come pure della Fondazione Cr Lucca, nona per patrimonio e settima per avanzo. Gli enti di Firenze, Padova e Verona sono dove ci si aspettava di trovarli, a ridosso delle primissime. Sorprende l’assenza tra le big di Bologna, mentre Roma merita un discorso a sé. La Fondazione guidata da Emmanuele Emanuele è sesta per patrimonio e ottava per avanzo, addirittura seconda per le disponibilità effettive ad erogare ed è prima (e praticamente unica) tra coloro che hanno alienato la partecipazione nella banca conferitaria. Unicredit, tra gli attivi di Fondazione Roma, pesa per meno dell’1 per cento. La dimostrazione che esiste una via alternativa al finanziarsi col dividendo della banca.

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