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Cariparma accelera sull’utile

Il gruppo Cariparma Crédit Agricole chiude il 2014 con conti in crescita: più utili (+21% sul 2013), più impieghi (+2,4%), più masse amministrate (+8%). La controllata italiana del gruppo francese conferma così il trend di sviluppo del 2013, quando l’utile era salito a 150 milioni. A fine 2014, l’ utile netto di gruppo ha raggiunto i 182 milioni, al netto dell’aumento retroattivo della tassazione relativa alla partecipazione in Banca d’Italia. A livello contabile, l’ultima riga di bilancio si attesta a 160 milioni. Nonostante un’ annata non facile sotto il profilo del contesto economico, rivelatosi più debole delle attese, il gruppo ha mantenuto una buona redditività. Da sottolineare in particolare il miglioramento della gestione operativa, che ha fatto segnare un risultato di 771 milioni di euro, in crescita del +14% sul 2013. Nel contempo prosegue l’attività di riduzione dei costi, con un cost/income che si posiziona al 55,4%, in riduzione del -1% rispetto al 2013. Il margine di interesse è in crescita del 6% anno su anno, «sostenuto dalle azioni di riduzione del costo della raccolta da clientela e dall’erogazione di impieghi a medio lungo termine», si legge nella nota del gruppo.
D’altra parte la banca guidata da Giampiero Maioli «conferma la solidità patrimoniale». Senza includere l’apporto del risultato 2014, il Common equity tier 1 ratio si posiziona al 10,9% ed il Total Capital ratio al 13,2%, al di sopra dei minimi regolamentari chiesti dalla Bce.
Come detto, sul fronte degli aggregati patrimoniali, sale la raccolta diretta, che si attesta a 37,1 miliardi di euro, in rialzo dell’1,5% rispetto a fine 2013, anche «grazie al collocamento di un covered bond sul mercato». Nel contempo aumentano anche gli erogati. In un quadro di sostanziale contrazione generalizzata (-1,8%), gli impieghi di Cariparma salgono a 37,3 miliardi di euro, in crescita del +2,4%. Merito in particolare dell’impennata della domanda di mutui casa, che nel 2014 sono saliti del 32 per cento.
Il totale delle masse amministrate dal gruppo si attesta a 94,1 miliardi di euro, in crescita dell’8% rispetto a dicembre 2013. Boom in particolare del gestito (+20% su dicembre 2013), grazie a un collocato di oltre 6 miliardi di euro (+56%) tra fondi comuni, Sicav e prodotti assicurativi. Ma ad andare bene è la raccolta amministrata (+7,2%), in parte determinata dal miglioramento delle quotazioni dei titoli. Nel corso dell’anno la banca ha acquisito circa 115mila nuovi clienti, in progresso del 10%.
Sul versante della qualità del credito, da sottolineare il trend di progressivo contenimento degli accantonamenti (459 milioni di euro nel 2014, -13%), che considera gli impatti derivanti dall’analisi dei crediti dell’Asset Quality Review. Il costo del credito è pari a 123 punti base. Le sofferenze sui crediti netti si attestano pari al 2,9%, con livelli di copertura dei crediti deteriorati al39% e al 58% su quelli in sofferenza.

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