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Carige, via al salvataggio “Malacalza contribuirà”

Altri due tasselli del mosaico da 900 milioni per salvare Banca Carige si sono composti ieri. Il primo, formalizzato, è la partecipazione del Fondo tutela depositi alla ricapitalizzazione della banca, con dote fino a 650 milioni che per almeno due anni renderà il consorzio delle banche “concorrenti” di Genova primo socio con oltre due terzi delle quote. L’altro tassello riguarda il potere di veto della famiglia Malacalza, vecchio perno con il 27,7%. «Con i Malacalza ci siamo parlati – ha detto il presidente del Fitd Salvatore Maccarone – . Credo che dopo le decisioni prese è verosimile che l’operazione possa proseguire con il loro contributo». Ai vecchi soci Carige è riservata una partecipazione all’aumento, da chiudere nell’anno, fino a 85 milioni. «L’importante non è tanto quanto mettano in sottoscrizione ma che votino l’aumento», ha aggiunto Maccarone, precisando che «più che un impegno è un’aspettativa ragionevole». Lo scorso dicembre astenendosi all’assembleasull’aumento (da 400 milioni) Malacalza provocò il commissariamento della banca da parte della Bce. La prossima assemblea Carige, che sarà convocata per fine settembre sul nuovo aumento da 700 milioni, dovrà svolgersi altrimenti.
L’intervento prevede che 313 milioni provengano dalla conversione del bond preso mesi fa dal braccio volontario del Fitd. La quota di Cassa centrale banca (Ccb), il vero partner industriale, sarà di 63 milioni, e 85 milioni saranno in opzione ai soci attuali. «Tutto quel che manca a completare i 700 milioni di aumento, compreso l’inoptato, lo garantisce il Fitd», ha aggiunto Maccarone, quindi l’impegno aggiuntivo del consorzio tra banche attive in Italia andrà da 239 a 324 milioni. Il rafforzamento prevede anche un bond subordinato da 200 milioni, tasso circa 8%. A comprarlo saranno sempre Ccb (100 milioni) l’assicuratore Amissima del fondo Apollo (50 milioni), il Credito sportivo (20 milioni), Mcc (13 milioni) e pochi spiccioli per altri assicuratori. A ore i tre commissari di Carige inoltreranno a Francoforte la delibera Fitd e il nuovo piano di rilancio, che cerca di spremere tutte le sinergie industriali con la holding trentina delle 100 Bcc concentrate nel Nord Est. La vigilanza dovrà autorizzare il piano, e il Fitd a «una partecipazione che diventa assolutamente rilevante, anche se speriamo di restare soci il meno possibile », ha detto Maccarone, confermando le voci per cui Ccb avrà due anni per comprare le quote dal Fitd a sconto del 47%, quindi investendo altri 300 milioni per il controllo.
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