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Carige in utile nel 2018

La tabella di marcia per il rilancio di Banca Carige è serrata e la cura dell’a.d. Paolo Fiorentino, impostata fino al 2020, si basa su quattro pilastri: rafforzamento patrimoniale, qualità dell’attivo, efficienza operativa e rilancio commerciale. È spingendo l’acceleratore su queste misure che il capoazienda punta a un utile lordo di 8 milioni di euro nel 2018 e di 201 mln entro il 2020.

«La doppia operazione di pulizia e crescita è possibile», ha spiegato Fiorentino nella sede di Borsa italiana, illustrando il piano industriale, alla presenza del primo azionista Vittorio Malacalza.

L’obiettivo finale è tornare a servire al meglio il mercato di riferimento, fatto di famiglie e small business: un segmento «da banca del territorio». Si tratta di «numeri sfidanti ma raggiungibili», ha aggiunto l’a.d., senza nascondere che il business plan è difficile da realizzare e non privo di sacrifici.

Sul primo perno, quello del rafforzamento patrimoniale da un miliardo di euro, si vedranno gli esiti già entro fine anno. Carige prevede l’avvio dell’operazione di liability management a inizio ottobre, mentre il lancio dell’aumento di capitale dovrebbe avvenire a novembre per essere completato entro dicembre. L’operazione di racapitalizzazione e quella di Lme si attestano complessivamente a massimi 560 milioni. L’operazione passerà al vaglio dell’assemblea dei soci il 28 settembre ed è subordinata alle autorizzazioni di Bce e Consob.

Dalle dismissioni di asset e dall’operazione di Lme arriveranno circa 480 milioni. «Dall’attività di cessione degli asset», ha precisato il direttore finanziario Andrea Soro, «abbiamo avuto un riscontro superiore alle attese. Quindi anche il valore di 200 mln che ci attendevamo (come beneficio sul patrimonio, ndr) si è modificato».

Il Cet1 fully loaded è atteso al 12,5% a fine 2018. Il piano insiste molto sull’efficienza operativa, con una semplificazione delle strutture centrali, la razionalizzazione della rete (è prevista la chiusura di 121 filiali) e una riduzione dell’organico del 20%. Verrà attivato un fondo esuberi aggiuntivo. Gli oltre 60 dirigenti verranno ridotti del 30%. Una particolare attenzione andrà alla riduzione degli Npl, con un taglio del 54% al 2020, e alla gestione degli Npe.

Non è mancata la benedizione di Malacalza, che, a margine della presentazione, ha detto di essere convinto di questo piano industriale «per definizione. Se sottoscriveremo? Questo è un altro discorso», ha aggiunto l’azionista, specificando che non gli interessa recuperare l’investimento fatto e bollando la questione come l’ultimo dei problemi. L’importante, secondo Malacalza, è recuperare Carige.

A Piazza Affari il titolo dell’istituto ligure, dopo avere toccato un massimo di giornata a 0,2587 euro, ha chiuso in calo dell’1,81% a 0,239 euro.

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