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Carige, una settimana per il piano

Il cda di Carige sta cercando di stringere sul nuovo piano industriale che palazzo Koch ha chiesto alla banca di consegnare entro il 31 ottobre. Non a caso, nei giorni scorsi, il neopresidente dell’istituto, Cesare Castelbarco, è andato proprio in via Nazionale per spiegare il lavoro che si sta svolgendo a Genova (con la speranza, più o meno manifesta, che Bankitalia posponga la data ultima di consegna del piano). Resta, peraltro, rinviata alla seduta del cda del 29 ottobre qualsiasi decisione su un’azione di responsabilità nei confronti dei vertici delle compagnie assicurative di Carige (da tempo nel mirino di Ivass e Bankitalia).
Il compito del consiglio, comunque, è reso più complicato dalla bufera in atto all’interno del maggior azionista della banca: la Fondazione Carige. E se ieri la riunione del cda dell’istituto di credito non ha portato a significativi passi avanti nella stesura del piano, che dovrebbe essere completato dal nuovo ad (sul cui nome, però, non è ancora stata presa una decisione), per oggi è previsto un altro cda, ancora più complesso. Quello della Fondazione (scaduto e in prorogatio dal 20 settembre scorso), in cui si fronteggeranno i rappresentanti dei due schieramenti che si stanno combattendo all’interno dell’ente. Il primo è rappresentato dal presidente Flavio Repetto, il quale ha voluto, dopo i rilievi mossi a Carige da Bankitalia, sfiduciare il cda dell’istituto guidato da Giovanni Berneschi e Alessandro Scajola (fratello dell’ex ministro imperiese). Il secondo è animato dal vicepresidente dell’ente, Pier Luigi Vinai, attorno al quale si è coalizzato il malcontento, nei confronti di Repetto, degli scajoliani, dei rappresentanti delle camere di commercio e di altri consiglieri della fondazione.
Attualmente 17 membri del consiglio d’indirizzo su 28 sono decisi, nella riunione già fissata per il 30 ottobre, a votare la sfiducia a Repetto; il quale, però, non intende lasciare senza combattere. Oggi, intanto, presenterà al cda le risposte da indirizzare al Mef , per chiarire i rilievi che lo stesso ministero ha presentato all’ente, ispirato anche dai contenuti di una lettera anonima. Secondo quanto risulta, Repetto intende rispondere puntualmente alle tre domande poste dal Mef in merito alla scadenza degli organi statutari e al loro rinnovo; su come l’ente intenda rientrare dal debito, di 187 milioni, contratto con Mediobanca e Carige; e sugli 11,6 milioni di azioni di Carige che Fondazione ha comprato e poi rivenduto senza comunicarlo al Mef stesso.
Sul primo punto, la Fondazione risponderà che il rinnovo degli organi statutari (cda e collegio sindacale) è già fissato per il 30 ottobre. Sul secondo punto, spiegherà, tra l’altro, che dei 187 milioni di debito a bilancio il 31/12/2012, 30 milioni sono stati già pagati a Mediobanca e che con Carige Fondazione ha un fido di 85 milioni, non utilizzato appieno. L’ente risponderà anche sulla compravendita delle azioni, sostenendo che si è trattato di strumenti finanziari non immobilizzati, acquisiti per trading. Il testo conterrà poi chiarimenti sull’operazione, citata nella lettera anonima, che ha portato la Fondazione a riacquistare obbligazioni vendute dallo Ior.

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