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Carige, più private banking «Così rilanceremo i ricavi»

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Carige, più private banking «Così rilanceremo i ricavi»
Il ceo Francesco Guido: «Dobbiamo recuperare i volumi persi con la crisi»
Al via la revisione della rete Tra dicembre e febbraio i nuovi target finanziari

Banca Carige vara la riorganizzazione territoriale e operativa. E per dare fiato ai ricavi spinge sulla crescita nel segmento private e sul wealth management. È una manovra coerente con il piano approvato lo scorso anno ma nello stesso ambiziosa, quella decisa mercoledì dal board di Carige e annunciata ieri ai sindacati. Una manovra che punta a rivitalizzare la banca sotto il profilo della raccolta e dei prestiti, così da riconquistare quote di mercato perse in questi anni, complici gli aumenti di capitale in serie e la crisi di fiducia legata al commissariamento della banca. «Carige è una banca con profilo di rischio basso che deve intraprendere un percorso di riconquista dei volumi che deteneva prima della crisi, sia sul fronte delle attività finanziarie che sul lato degli impieghi», spiega al Sole 24 Ore il ceo Francesco Guido.

Per conoscere nel dettaglio i nuovi target finanziari della banca ci sarà da attendere qualche mese, tra dicembre e febbraio 2021, quando si conta di «avere maggiore visibilità sulla crisi legata alla pandemia», aggiunge il banchiere. Intanto però la banca parte con un piano di rilancio che passa anzitutto attraverso la revisione del modello di servizio del private banking. A partire da dicembre 2020 saranno allestite 26 nuove filiali private, che saranno ospitate all’interno delle filiali tradizionali con un brand specifico (“Carige Private by Cesare Ponti”): di queste, 14 sono localizzate in Liguria (10 a Genova). Sotto il diretto controllo di Carige Private (e di 4 aree specifiche) finiranno così circa 8 miliardi di attività finanziarie, di cui 4 provenienti da Banca Cesare Ponti, per complessivi 12mila clienti. L’idea di fondo della banca, grazie a un potenziamento delle risorse dedicate alla divisione – che passano da 80 da 125 – è di aumentare di almeno 4 miliardi circa i volumi delle attività finanziarie nel 2021, raddoppiando così la crescita del 2020. Nei piani Carige Private diventerà il «motore del rilancio commerciale del gruppo attraverso una specializzazione delle attività che sarà supportata dal potenziamento degli investimenti informatici», spiega Guido.

Banca Cesare Ponti, marchio storico del gruppo dedicato al private, manterrà le sue filiali di Milano e Genova e alla gestione patrimoniale affiancherà la fornitura di servizi di advisory (passaggio generazionale, prestiti lombard), con l’obiettivo di diventare fabbrica di prodotti di wealth management (certificates). In prospettiva si punta alla distribuzione di prodotti anche verso reti terze, “mercato” potenziale in cui rientra in teoria anche l’azionista socio Cassa Centrale Banca. Ma non è escluso che, magari in un secondo tempo, Cesare Ponti possa anche diventare la piattaforma per costruire una rete di promotori finanziari. L’altra gamba su cui poggia il piano di rilancio commerciale sono le imprese. È prevista la creazione di 18 filiali dedicate, organizzate in 2 aree, che condivideranno gli spazi con le filiali retail. Obiettivo: potenziare gli impieghi. «Oggi la crescita deve essere fatta sulle quote di mercato – sottolinea Guido – La Liguria ha spazi di crescita, ma anche fuori dalla regione ci sono ampi margini: penso al nord della Toscana, al Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia».

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