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Carige, Piazza Affari punta su un aumento con diritto d’opzione

La decisione della famiglia Malcalza di proporre per Carige (di cui è azionista di riferimento col 17,58%) un aumento di capitale seguendo l’unica strada del diritto d’opzione per i soci, decisamente piace alla Borsa. Dopo aver segnato una crescita già martedì (l’annuncio della Malacalza Investimenti era arrivato lunedì sera, a mercati chiudi) ieri il titolo, a piazza Affari, ha continuato la sua corsa in salita, chiudendo con un rialzo del 5,26%, a 0,24 euro. Le divergenze di vedute degli ultimi giorni, tra l’azionista di Carige e il board della banca, che hanno portato il primo a chiedere di cancellare, dall’ordine del giorno da portare all’assemblea dei soci del 28 settembre, la delega al cda per la parte che rende possibile l’esclusione o la limitazione del diritto d’opzione per gli azionisti, non hanno indebolito la posizione della banca. Anzi, sembrano aver spinto i soci a compattarsi sull’aumento di capitale da 560 milioni. In effetti, dicono fonti vicine al consiglio, «la mossa di Malacalza è un segnale ai soci per dire che devono mantenere il timone fermo sulla strada tracciata. Cioè quella di dire che la banca è degli azionisti, che non sono solo Malacalza, Volpi o Spinelli ma sono per il 70% dipendenti, clienti, risparmiatori, famiglie».
Martedì sera (in anticipo sulla data preventivata, che era oggi), Carige ha pubblicato la relazione illustrativa del cda sull’aumento da sottoporre all’assemblea; testo che contiene anche i punti contestati dall’azionista e spiega come la limitazione o l’esclusione del diritto d’opzione, siano contemplati solo per «cause di forza maggiore». Precisazioni che però, a quanto risulta, non avrebbero scalfito la convinzione dei Malacalza a procedere sulla via intrapresa, Una strada che punta alla cancellazione di quel passaggio, che resta non gradito all’azionista, anche se circoscritto all’interno di un’operazione di rafforzamento patrimoniale vista con favore.
Intanto emerge che sarebbero otto le offerte, prevalentemente comprese tra i 105 e i 110 milioni, per la sede milanese di Carige in Corso Vittorio Emanuele. L’istituto, riporta Radiocor Plus, ha chiuso così la seconda fase delle offerte non vincolanti. Le proposte saranno ora selezionate con l’advisor Jones Lang LaSalle: l’obiettivo è di individuare da uno a tre soggetti, in vista delle offerte vincolanti attese per il 30 settembre. Secondo fonti finanziarie, scrive Radiocor, le offerte arrivano dagli americani di Hines, dal gestore di fondi immobiliari tedesco Triuva, da Antirion sgr e da altri gruppi privati italiani. Le ultime due sono formulate dalle immobiliari di Bnp Paribas e da un fondo.

Raoul de Forcade

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