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Carige, ora anche Malacalza annuncia le dimissioni dal cda

Con una email inviata mercoledì sera dalla sua imbarcazione, battezzata “Maidomo”, Vittorio Malacalza ha preannunciato le dimissioni dal consiglio di amministrazione di Carige: l’iniziativa alza fortemente il livello della tensione nella banca, in vista degli ultimi due mesi di lavoro dell’attuale board che sarà rinnovato a settembre, sia perché presa dal primo azionista, in questa fase con funzioni di presidente a interim, sia per l’aperta contestazione nei confronti dell’amministratore delegato Paolo Fiorentino, sia perché mette ulteriormente sotto i riflettori in Carige il “caso Lanzalone”, già motivo di scontro tra l’ad e l’ex presidente Giuseppe Tesauro.
La decisione di Malacalza, che pare irreversibile ma che non è stata formalizzata, ha infatti tra le motivazioni l’intercettazione della conversazione telefonica tra il costruttore Luca Parnasi, finito agli arresti nell’ambito dell’inchiesta sul nuovo stadio della Roma, e l’ad di Carige: in quel dialogo, Parnasi suggeriva al manager di affidare una consulenza a Luca Lanzalone, ex presidente di Acea e consigliere del sindaco di Roma sulla vicenda stadio coinvolto nell’inchiesta che ipotizza i reati di associazione per delinquere e corruzione. La richiesta non ha avuto seguito e la banca ha ufficialmente precisato di non aver mai affidato incarichi a Lanzalone o a società a lui riferibili e di non aver mai concesso linee di credito al costruttore, ma la lettera di Vittorio Malacalza ritorna sulla vicenda: Fiorentino, «proprio nei giorni immediatamente precedenti all’arresto dell’avvocato Lanzalone, mi riferì di averlo incontrato decantandomene le qualità professionali». Il particolare chiama in causa direttamente il manager dopo che il caso Parnasi-Lanzalone era stato citato già da Tesauro nella sua lettera di dimissioni e aveva portato Fiorentino ad avviare una querela per dichiarazioni diffamatori verso l’ex presidente della Consulta. Pare scontato che una medesima iniziativa verrà presa dal manager napoletano anche nei confronti di Malacalza. Nella lettera in cui preannuncia le dimissioni però, il vicepresidente rivolge un’altra critica a Fiorentino per il tentativo «di delegittimare il mio ruolo di supplenza del presidente»: a Malacalza non è piaciuto in sostanza che Fiorentino abbia definito «anomalia» la presidenza ad interim affidata all’azionista Malacalza dopo l’uscita di Tesauro anche se, nelle sue dichiarazioni, il manager aveva comunque definito tale situazione «non patologica» e aveva giudicato Malacalza «attrezzato per gestire questa fase ad interim».
L’annuncio di Vittorio Malacalza accentua il tema della legittimità dell’attuale cda in carica per quanto Giuseppe Pericu, ex sindaco di Genova e consigliere della banca, abbia sottolineato ieri che il board «è nella pienezza delle sue funzioni». In tre settimane sono usciti o hanno annunciato il passo indietro il presidente, il vicepresidente e due indipendenti senza contare che, come fa spesso notare qualche addetto ai lavori, almeno un paio di consiglieri in carica sono espressione di azionisti con partecipazioni quasi azzerate dopo l’ultimo aumento di capitale. Tutto questo con all’orizzonte, prima dell’assemblea che rinnoverà gli organi sociali, l’approvazione della semestrale e di operazioni rilevanti su partecipazioni e crediti problematici.
Nel caso in cui Malacalza formalizzasse le dimissioni prima di settembre, le funzioni a interim del presidente spetteranno al consigliere con più alta anzianità di carica e, quindi, a Remo Checconi. Sulla situazione complessiva non ha nascosto «qualche preoccupazione» anche il presidente di Confindustria Genova, Giovanni Mondini, auspicando che l’istituto «possa continuare a fare il suo lavoro sul territorio e che i problemi legati alla governance possano essere risolti». «Dopo l’ultimo aumento di capitale Carige sta riguadagnando terreno – ha dichiarato – e anche la situazione finanziaria visto l’andamento dei primi mesi del 2018 sta migliorando. Mi auguro che il processo non si arresti».

Andrea Fontana

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