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Carige, ok all’aumento di capitale da 850 milioni

Via libera, ieri, dell’assemblea di Banca Carige al bilancio 2014 (con perdita netta di 657,8 milioni e consolidata di 543,6) e, soprattutto, all’aumento di capitale da 850 milioni deliberato dal cda, che partirà, ha detto il presidente Cesare Castelbarco Albani, « nella seconda metà di maggio o nei primi giorni di giugno». Approvato anche l’aumento riservato per l’acquisto, da parte di Carige, delle quote di minoranza delle controllate Cr Savona e Cr Carrara, detenute dalle fondazioni De Mari e Carrara.
È stata bocciata, invece, con il voto determinante di Fondazione Carige (che detiene il 12,5% dell’istituto di credito), la proposta di modifica di diversi articoli dello statuto della banca. Tra l’altro, i cambiamenti assegnavano al cda, togliendoli all’assemblea, i poteri di designazione di presidente, vicepresidente e ad della banca. Una proposta, ha spiegato Castelbarco, fatta nello spirito di avere «uno statuto il più possibile flessibile» e nata prima dell’accordo sottoscritto tra fondazione e Vittorio Malacalza, grazie al quale l’ente cederà il 10,5% delle sue quote della banca all’imprenditore ligure. Un’operazione che ha appena avuto il via libera dal Mef (per la parte riguardante la fondazione) e attende quello della Bce (che deve dare il placet a Malacalza). «Quando abbiamo predisposto le modifiche statutarie – ha precisato Castelbarco – non eravamo in grado di prevedere quali sarebbero stati gli sviluppi azionari. Per questo avevamo predisposto uno statuto che consentisse agli eventuali nuovi soci di avere la massima libertà di manovra». Giovanni Domenichini, in rappresentanza della fondazione, ha sottolineato che gli interventi sulla governance è bene siano «rinviati a quando la compagine azionaria della banca sarà aggiornata e i nuovo assetto azionario stabilizzato». Le modifiche respinte riguardavano le modalità di elezione di presidente e vicepresidente, il diritto di casting vote, la possibile introduzione della figura di un dg accanto a quella dell’ad, la remunerazione di presidente e vicepresidente e l’introduzione di un secondo vicepresidente.
In assemblea, Riccardo Rocca, alla guida di uno studio di avvocati e commercialisti specializzato in azioni di tutela, ha annunciato che un centinaio di piccoli azionisti «entro maggio» avvieranno un’azione di risarcimento danni per presunte false comunicazioni da parte dell’istituto, relative al biennio 2011-13. Azione che potrebbe essere estesa ai contenuti del prospetto informativo dell’aumento 2014.
Riguardo alle cessioni di asset previste con la ricapitalizzazione, l’ad di Carige, Piero Luigi Montani, ha detto di attendere offerte per Banca Ponti e che, solo se saranno congrue, si opterà per la vendita.
Su questo punto interviene Arturo Nattino, ad di Banca Finnat. «Abbiamo presentato lunedì – afferma – un’offerta vincolante per Ponti. Riteniamo, infatti, che per noi abbia una valenza strategica. Abbiamo lo stesso modello di servizio e di approccio alla clientela; loro sono forti al Nord , noi lo siamo al Centro. Con la nostra offerta intendiamo valorizzare quell’asset che vanta oltre 144 anni di attività, mentre noi ne contiamo 116».
Secondo rumors, il cda di Carige potrebbe riunirsi la prossima settimana per decidere se aprire con Finnat una trattativa in esclusiva.

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