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Carige, ok al quorum per l’assemblea dei bondholder

Carige si dirige, senza apparenti scosse, verso il giorno delle assemblee degli obbligazionisti – il 21 ottobre – che sanciranno, già in prima convocazione, il quorum per l’offerta di scambio di bond da junior a senior, concludendo così positivamente l’operazione di Lme (liability management exercise), avviata il 29 settembre scorso dall’istituto di credito genovese. Il termine per l’adesione volontaria alla conversione delle quattro tranche di obbligazioni subordinate era ieri, ma il prezzo di scambio più vantaggioso l’ha ottenuto chi ha aderito entro l’11 ottobre.
Non a caso, lo scorso 12 ottobre, le adesioni allo scambio erano già pari a 147,5 milioni (il 92,19% dell’ammontare in circolazione) per il bond Tier 1 da 160 milioni; a 99,4 milioni (99,4%) per il Tier 2 da 100 milioni; a 50 milioni (100%) per il Tier 2 da 50 milioni; e 158,3 milioni (79,17%) per il Tier2 da 200 milioni. Le offerte di scambio, peraltro, contengono anche istruzioni di voto favorevole per le assemblee del 21 luglio. È dunque chiaro che, come prevede la consent solecitation, le assemblee raggiungeranno il quorum per approvare le delibere straordinarie già in prima convocazione. L’obiettivo da raggiungere era infatti del 75% in prima convocazione (e del 25% in seconda, che sarebbe stata il 6 novembre). In virtù di questo meccanismo, anche gli obbligazionisti che fossero contrari all’operazione dovranno necessariamente sottoscriverla.
È questo il primo passo di Carige, mosso con successo, per arrivare al rafforzamento di capitale. Un obiettivo per il quale il board della banca, guidato dall’ad Paolo Fiorentino, ha messo a punto un iter complesso che, oltre all’operazione di Lme, prevede un aumento di capitale da 560 milioni (60 dei quali riservati proprio ai portatori di titoli subordinati che hanno aderito al liability management exercise), la vendita di asset immobiliari e la cessione di 1,4 miliardi di Npl (non performing loans) insieme alla piattaforma per la loro gestione. Per Carige, comunque, il precorso si presenta a tappe forzate. Il 31 ottobre è prevista una riunione del cda per approvare il bilancio dei primi nove mesi del 2017. Un documento che, molto probabilmente, segnerà un trend in linea con quello del primo semestre, che mostrava conti ancora in sofferenza (con un rosso di quasi 155 milioni). A inizio novembre, invece, inizieranno le operazioni con Consob, propedeuticheall’aumento di capitale, che partirà probabilmente a metà mese, per concludersi nella prima metà di dicembre. Anche la cessione degli Npl (o perlomeno un accordo vincolante) deve concludersi entro la fine dell’anno.
Nel frattempo ci saranno le cessioni di asset, a partire dal quella dello stabile di corso Vittorio Emanuele a Milano, che potrebbe avvenire prima del cda del 31. Ieri il titolo Carige a piazza Affari ha perso il 2,1%, attestandosi a 0,219 euro.

Raoul de Forcade

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