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Carige, l’intervento Consob abbatte il titolo

Dopo la bufera di sabato scorso, con la Consob che ha citato Banca Carige al tribunale civile di Genova per impugnare il bilancio 2013 dell’istituto (ma puntando a invalidare l’esercizio 2012), è arrivato puntuale il crollo in Borsa. Ieri il titolo della banca ha lasciato a piazza Affari l’11,65%, scendendo a 0,0614, mentre, durante la scorsa settimana, aveva segnato un rialzo pari a +28% dopo mesi di discese.
A far impennare il titolo erano state le voci sul marcato interesse per l’istituto di Andrea Bonomi, che sarebbe intenzionato a entrare, con la sua Investindustrial, nell’azionariato della banca. Carige, infatti, si preparaa ad affrontare un aumento di capitale che potrebbe sfiorare i 700 milioni e che è la conseguenza dei risultati ottenuti con gli stress test di Bce, che hanno evidenziato uno shortfall da 814 milioni.
Sabato, peraltro, la mossa di Consob ha nuovamente scompigliato le carte e sembra aver contribuito in modo deciso al ruzzolone in Borsa dell’istituto guidato da Piero Luigi Montani. Ciò nonostante, alcuni analisti hanno continuato ieri a dare segnali positivi su Carige. I tecnici di Banca Akros, ad esempio, ricordano che «la richiesta della Consob sembra più basata su motivi formali piuttosto che sostanziali e non ha alcun impatto sul tangible book value di banca Carige e sul patrimonio di vigilanza». In seguito all’intervento Consob, secondo Akros, «l’aumento di capitale programmato dovrà essere basato sui conti 2014, in pubblicazione l’11 febbraio, ma questo era già atteso».
Secondo Equita Sim, che ha dato la raccomandazione “hold” per Carige, la Consob in particolare contesta la metodologia dell’impairment test sul goodwill ma «a nuova gestione del ceo Montani ha successivamente provveduto a svalutare partecipazioni e goodwill. Non vediamo quindi impatti sul capitale» della banca. Icbpi, infine, ha confermato sul titolo il rating “buy”. In ogni caso, ora la banca attende che la Bce si esprima definitivamente sul piano di ricapitalizzazione, presentato dopo i risultati negativi del comprehensive assessment. La parola finale dovrebbe arrivare dal governing council di Francoforte del 4 febbraio. Ieri, intanto, si è svolto il summit tra gli istituti del consorzio di garanzia per la rcapitalizzazione, nella sede dello studio legale Clifford Chance, presenti tutte le banche coinvolte: Mediobanca e i rappresentanti di Bofa Merrill Lynch, Credit Suisse, Deutsche Bank , Jp Morgan e UniCredit Cib Banco Santander, Commerzbank e Nomura International
Ieri, poi , si sono registrati movimenti anche all’interno della Fondazione Carige, che è azionista della banca col 19%. Si è riunita la commissione statuto dell’ente composta da membri del cda e del consiglio di indirizzo della fondazione. L’obiettivo è dimezzare il board (attualmente 11 persone, compreso il presidente, Paolo Momigliano) e di ridurre il cdi (da 27 a 10). Ieri, però, non si è arrivati a nulla di concreto. Alcuni membri della commissione vorrebbero tagliare, mantenendo però le proporzioni tra enti e istituzioni che oggi sono chiamati a indicare i componenti dei consigli. Altri preferirebbero, per le nomine, mettere in minoranza la parte politica . La partita è aperta.

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