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Carige, l’aumento fa il tutto esaurito

Totalizza un (quasi) tutto esaurito l’aumento di capitale Carige. La ricapitalizzazione dell’istituto genovese si è chiusa ieri con la sottoscrizione del 99,83% delle azioni in offerta, per un valore di 848,2 milioni di euro. Inoptato resta solo lo 0,17% del totale delle nuove azioni .
Un risultato che i vertici dell’istituto, pur evitando commenti, non possono che accogliere con favore. E in effetti, ieri pomeriggio, dalle sale ai piani alti di Carige trapelava grandissima soddisfazione. A rendere particolarmente gradito, al presidente della banca, Cesare Castelbarco e all’ad, Piero Luigi Montani, l’esito dell’operazione appena portata a termine, è anche il fatto che il retail abbia dimostrato di avere fiducia sia nel management che nel futuro della banca.
Durante il periodo di offerta di opzione, iniziato l’8 giugno scorso e conclusosi ieri, fa sapere una nota di Carige, «sono stati esercitati 103.568.836 diritti di opzione per la sottoscrizione di 724.981.852 nuove azioni, pari al 99,83% del totale, per un controvalore complessivo di 848.228.766,84 euro».
Al termine del periodo di offerta, prosegue la nota, «risultano non esercitati 176.372 diritti di opzione che danno diritto alla sottoscrizione di complessive 1.234.604 nuove azioni, pari allo 0,17% del totale delle nuove azioni offerte, per un controvalore di 1.444.486,68 euro».
I diritti saranno offerti in Borsa, per conto di Carige, tramite Equita Sim, «nelle sedute del 29 e 30 giugno, 1, 2 e 3 luglio 2015, salvo chiusura anticipata. Nel corso della prima seduta sarà offerto l’intero quantitativo dei diritti; nelle sedute successive alla prima saranno offerti i diritti eventualmente non collocati nelle sedute precedenti». È probabile, peraltro, data l’esigua percentuale di inoptato, che tutto si concluda nella prima seduta.
I diritti, ricorda la banca, «potranno essere utilizzati per la sottoscrizione delle nuove azioni, al prezzo di 1,17 euro cadauna, nel rapporto di sette nuove azioni per ogni diritto».
A questo punto, per Carige si apre l’interrogativo della nuova compagine azionaria. L’ultimo disegno dell’azionariato, prima della conclusione dell’aumento, dava Malacalza Investimenti al 14,934%; The Summer Trust, società che fa capo all’imprenditore Gabriele Volpi, al 5,011, Generali Investments al 5,122% e Ubs Group al 4,395%. Si registrava, inoltre la discesa dei francesi di Bpce (che già avevano ceduto la quota del 4,6% a Malacalza), dal 4,925% all’1,851%.
È molto probabile che gli equilibri post ricapitalizzazione siano cambiati. L’ufficialità (a meno che qualche azionista non decida di rendere pubblica la propria quota prima che lo faccia la Consob) si potrà avere, però, solo tra qualche giorno, dopo i tempi prescritti per esercitare i diritti, e comunque dopo il 6 luglio, termine ultimo per l’assegnazione delle nuove azioni. Entro metà luglio al massimo, comunque, il quadro sarà definito.
Per quanto riguarda Vittorio Malacalza, l’imprenditore aveva spiegato di essere pronto, non solo a coprire l’aumento di capitale per la sua quota, ma anche a salire fino al 24%. E, in effetti, secondo rumors di mercato sarebbe salito. Ma non sembrerebbe aver raggiunto il massimo della quota che aveva indicato. Potrebbe, infatti, essersi fermato a una percentuale vicina al 16-17%, guardando ad alleanze.
Anche Volpi aveva lasciato capire di essere intenzionato non soltanto a coprire l’aumento per il suo 5% ma di voler superare quella percentuale e dovrebbe avere portato a compimento la sua strategia (alcune indiscrezioni, però, lo danno in crescita solo di poco: al 5,5%). Fondazione Carige, da parte sua, avrebbe sottoscritto la sua posizione pre aumento, restando poco sotto il 2%, con l’obiettivo, nel tempo, di diluirla ulteriormente arrivando intorno all’1%.
Ieri, intanto, il titolo Carige ha segnato +0,99%, a 1,737.

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