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Carige, in arrivo l’ok Consob per l’aumento

Ore decisive per l’avvio dell’aumento di capitale da 850 milioni di Banca Carige. Secondo fonti finanziarie è atteso per oggi il disco verde della Consob alla pubblicazione del prospetto per la ricapitalizzazione dell’istituto di credito genovese.
In linea con questa tempistica è stato convocato, per domani, un cda di Carige che, se tutto andrà come previsto, prenderà atto dell’ok dell’organismo di vigilanza di Borsa e lo comunicherà, varando l’aumento a partire da lunedì 8 giugno, che sarà la prima data di sottoscrizione. Nel corso del consiglio, presieduto da Cesare Castelbarco Albani e guidato dall’ad di Carige, Piero Luigi Montani, sarà anche determinato lo sconto sul Terp (prezzo teorico dopo lo stacco del diritto di opzione). La forbice prevista è tra il 30 e il 35%. Ma secondo quanto risulta, le banche del consorzio di garanzia, guidato da Mediobanca, intendono proporre uno sconto sul Terp orientato sulla percentuale più alta.
Ieri, intanto, a piazza Affari, il titolo Carige si è mostrato debole: già dall’apertura della seduta ha segnato -0,38% e, nel corso della giornata, ha continuato a scendere chiudendo, infine, con un -1,14%, a 6,50.
Negli ultimi giorni le azioni Carige sono state al centro dell’attenzione del mercato, con l’acquisizione, da parte di Vittorio Malacalza di parte quote della banca detenute dai francesi di Bpce (che hanno ceduto all’industriale ligure il 4,662%) e la crescita, nel capitale dell’istituto, dell’imprenditore Grabriele Volpi, arrivato a detenere oltre il 5%.
Se i tempi dell’aumento saranno quelli previsti, si può ipotizzare che la compagine azionaria definitasi in queste ultime ore sia quella che arriverà alla ricapitalizzazione. Attualmente la Malacalza Investimenti controlla il 14,933% di Carige, grazie alle quote Bpce e al 10,5% acquisito da Fondazione Carige, con la quale ha stretto un patto parasociale; segue Bpce con il 5,1%; poi c’è Volpi con il 5,01% e infine le azioni detenute (per conto di altri) da Ubs group, pari al 4,395%. Un altro 6% circa di Carige è in mano agli ex pattisti privati, un gruppo di azionisti che, in passato, aveva stretto un patto parasociale e di cui fanno parte, tra gli altri, Coop Liguria e le fondazioni Cr Carrara, Cr Lucca e De Mari (Savona).
Secondo rumor di mercato, i francesi di Bpce sarebbero orientati a cedere la loro quota in Carige. Potrebbero aderire all’aumento di capitale utilizzando i denari ottenuti con la vendita a Malacalza e poi alienare le proprie quote ma anche non sottoscrivere la ricapitalizzazione. Scontata, invece, l’adesione all’aumento di Malacalza e certa anche quella Volpi.
Carige ha chiuso, a maggio, una trimestrale con un risultato netto negativo per 45,3 milioni, a fronte dell’utile di 17 milioni nello stesso periodo del 2014. Successivamente è arrivato il via libera di Ivass per il completamento dell’acquisto delle attività assicurative di Carige, da parte del fondo americano Apollo, per 310 milioni.

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