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Carige, i verbali Bankitalia ai Pm

Sono arrivate alla procura della Repubblica di Genova le carte su Banca Carige, compilate dagli ispettori di Bankitalia. Intanto anche il socio francese di Carige, Bpce Iom Sa (col 9,9%), ha messo a punto la lista dei suoi quattro candidati per il rinnovo del cda di Carige. Si tratta di Philippe Garsuault, Philippe Wattecamps e Guido Pescione (che erano già nel cda precedente), nonché Jerome Bonnet (che in passato, per un breve periodo, era stato nel consiglio di Carige).
Dunque la relazione sulle ispezioni effettuate nelle scorse settimane – e consegnata lunedì 2 al cda della banca – ora è nella mani del procuratore capo del capoluogo ligure, Michele Di Lecce. Ed è stata la stessa Via Nazionale a inviare la documentazione ai magistrati, che consta sia del rapporto relativo ai crediti su cui si era basata una prima ispezione, sia quello dell’ispezione generale seguita alla precedente. I tecnici di Bankitalia, infatti, avrebbero ravvisato, tra i comportamenti tenuti dal cda dell’istituto, profili che possono richiedere una particolare attenzione della magistratura. Attualmente, ha precisato Di Lecce, che si occuperà della vicenda con il procuratore aggiunto Nicola Piacente, non esiste un fascicolo conseguente al deposito dei verbali. Le deduzioni della procura sulle relazioni potranno quindi portare a un’indagine o all’archiviazione, se non saranno ravvisate ipotesi di reato.
D’altro canto, i rilievi mossi da via Nazionale alla banca e ai suoi vertici, in primo luogo al presidente, Giovanni Berneschi, sono pesanti. Tra questi, l’erogazione troppo facile di crediti ad “amici”, una dotazione patrimoniale sottodimensionata e scarsa attenzione all’antiriciclaggio, in particolare per la gestione della filiale di Nizza. E poi alcuni rilievi in merito alla vendita della Sgr .
Una nota divulgata ieri da Carige sottolinea che la banca è «a piena disposizione della magistratura per fornire ogni eventuale chiarimento, nella certezza di aver sempre svolto il proprio operato nel pieno rispetto della legalità e nell’interesse dei risparmiatori e degli azionisti». Riguardo alla pubblicazione di stralci del rapporto ispettivo di Bankitalia, poi, l’istituto afferma che si tratta di documenti «da considerarsi materia riservata» e aggiunge di aver «provveduto a presentare alla procura una denuncia querela contro ignoti», per la loro diffusione. Poi la nota di Carige si sofferma sui risultati dell’ispezione, spiegando che l’istituto è «già da tempo impegnato ad affrontare le principali problematiche evidenziate dall’organo di vigilanza». Infine la banca pone l’accento sulla «solidità dei propri fondamentali di bilancio» nonché sull’impegno «quotidiano al servizio di oltre due milioni di clienti», nel «pieno rispetto delle norme prudenziali di una corretta gestione del credito».
I rilievi di Bankitalia, però, hanno spinto la Fondazione (che controlla quasi il 47% di Carige) a bruciare le tappe nello stilare, mercoledì sera, la lista dei consiglieri del cda che sarà votato nell’assemblea del prossimo 30 settembre. Elenco che comprende anche il nuovo presidente designato dell’istituto: Cesare Castelbarco. L’operazione, però, non è stata indolore, visto che ha creato una spaccatura all’interno del consiglio d’indirizzo e del cda dell’ente guidato da Flavio Repetto. Al punto che i dissidenti dalla linea del presidente (per lo più imperiesi e rappresentanti del mondo camerale) stanno valutando la possibilità di firmare un documento di sfiducia nei confronti di Repetto. Non è detto, però, che il gruppo abbia i numeri per arrivare a sfiduciarlo. Inoltre la delicata situazione di Banca Carige potrebbe scoraggiare la stesura del documento, almeno fino a dopo l’assemblea dei soci. Non a caso ieri il sindaco di Genova, Marco Doria, ha voluto sottolineare che «le osservazioni e i rilievi della Banca d’Italia richiedono che, al più presto, un nuovo consiglio assuma la piena responsabilità nella gestione» della banca.

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