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Carige, il fondo Apollo attacca in tribunale “Inibite Malacalza”

Un altro capitolo, forse il più pesante di tutti, nello scontro tra il fondo americano Apollo ai vertici di Banca Carige. Con un provvedimento d’urgenza al tribunale di Genova, i legali del fondo che da Carige ha acquistato le compagnie assicurative hanno chiesto che all’assemblea dei soci, convocata per martedì prossimo, sia inibita al voto la quota nelle mani dei Malacalza, quel 17,6% che consente alla famiglia genovese di essere l’azionista di riferimento dell’istituto. In alternativa, il fondo chiede che la quota sia almeno sterilizzata al 10,5%, vale a dire al valore percentuale della prima operazione d’acquisto di Malacalza dalla Fondazione Carige, regolarmente segnalata a Bce. Successivamente, infatti, sostengono i legali, Malacalza non avrebbe più sottoposto all’esame di Bce il suo rafforzamento che l’avrebbe portata a una posizione dominante.
Diametralmente opposta, è ovvio, la tesi di Carige e della Fondazione Carige, che sottolineano come l’azione di Apollo, incompatibile con un provvedimento d’urgenza come quello presentato, non abbia di fatto fondamento, in quanto risulta complesso stabilire a quale quota azionaria sia ascrivibile il concetto di controllo di fatto nell’attuale assetto di Carige. Al di là delle tesi divergenti, su cui il giudice si pronuncerà fra un paio di giorni, resta sullo sfondo uno scontro che vivrà indirettamente il suo primo atto ufficiale proprio con l’assemblea di martedì prossimo. L’azione di responsabilità su cui i soci saranno chiamati a votare riguardano le due passate gestioni (l’ex presidente Giovanni Berneschi e chi gli è succeduto, l’ex presidente Cesare Castelbarco e l’ex a.d. Piero Montani) e non Apollo, oggetto comunque di una causa intentata da Carige e rigettata dal fondo americano, con controrichiesta di danni. Ma nel caso di un giudizio favorevole ad Apollo da parte del tribunale di Genova, minori sarebbero le possibilità che l’assemblea voti l’azione di responsabilità.
Vanno bene le adesioni alla proposta di transazione offertaai soci della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca. Ieri era al 64%, i propronenti “vedono” il traguardo del 70%. Oggi le due banche potrebbero optare per una mini-proroga dell’offerta fino a sabato per raggiungere l’obiettivo dell’80% dei 169 mila soci e spianando la strada alla ricapitalizzazione.

Massimo Minella

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