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Carige, Fiorentino alla guida dell’istituto Entro domani la risposta alla Vigilanza

Paolo Fiorentino, ex chief operating officer di UniCredit, è il nuovo amministratore delegato di Banca Carige. Il consiglio della banca, riunitosi ieri, lo ha cooptato e nominato amministratore affidandogli le deleghe che erano state di Guido Bastianini, in carica dalla primavera del 2016. Paolo Fiorentino, napoletano, 61 anni, ha percorso tutte le tappe della carriera all’interno di Unicredit dove viene assunto neolaureato nel 1981 fino a diventare responsabile regionale in Campania e poi in Sicilia. Qui l’incontro con l’ex amministratore delegato Alessandro Profumo, che dopo un rapido passaggio a Milano lo pone alla guida di Bank Pekao a Varsavia. Nel 2016, gestione Mustier, viene nominato chief operating officer. Fiorentino assume la guida della banca genovese in un momento molto complesso. Lo scorso 9 giugno il consiglio dell’istituto ligure aveva accolto a maggioranza la richiesta dell’azionista di riferimento e vicepresidente di Carige, Vittorio Malacalza, di sfiduciare Guido Bastianini che peraltro era stato nominato dall’assemblea proprio nella lista presentata da Malacalza Investimenti, azionista di riferimento con il 17,58% del capitale. Bastianini a sua volta era subentrato a Piero Luigi Montani, verso il quale Carige ha avviato un’azione di responsabilità che coinvolge anche l’ex presidente Cesare Castelbarco e che riguarda la vendita del ramo assicurativo del gruppo. All’origine del recente scontro tra Bastianini e l’azionista di riferimento di Carige ci sarebbe stata l’operazione di conversione in azioni di una parte del debito, ipotizzata per le obbligazioni subordinate che aveva l’obiettivo di colmare parte del deficit di capitale comportando tuttavia un forte effetto diluitivo per gli attuali soci. L’irritazione dell’azionista di riferimento non è dunque casuale, visto che Malacalza ha investito circa 250 milioni in una partecipazione che agli attuali prezzi di Borsa vale circa 35 milioni. Va ricordato che per Banca Carige si fa strada l’ipotesi di una richiesta di proroga alla Bce per presentare il piano di rilancio dell’istituto (su governance, ricapitalizzazione e crediti deteriorati) e sembra ormai inevitabile che l’impegno lieviti ad almeno 600 milioni di euro. La Bce ha posto come termine il 23 giugno per presentare un piano di ricapitalizzazione ma i tempi — complice anche l’avvicendamento al vertice della banca — appaiono ormai molto ristretti.

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