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Carige, faro sulle «talpe» in Procura

È contenuta in un’informativa del Nucleo di Polizia Tributaria di Genova la traccia documentale che dà conto della presunta rete di protezione di cui si avvalevano Giovanni Berneschi e Ferdinando Menconi ex presidente ed ex ad di Carige e Carige Vita Nuova, indagati e agli arresti a Genova per presunte truffe e riciclaggio. 
Un network di relazioni il cui referente ultimo era l’avvocato Andrea Baldini, con cui in particolare Berneschi aveva rapporti fiduciari tali da richiedere a lui se nei suoi confronti fossero state avviate delle indagini. «Fammi il piacere di guardare il fascicolo» chiedeva Berneschi. E Baldini rispondeva: «Stai sereno. Già mobilitato, già mobilitazione, mobilitation, per scatoloni». Del resto Baldini in tribunale era assai bene introdotto. Sua moglie Pasqualina Fortunato, magistrato civile, è in forza al tribunale di La Spezia. Ed è proprio lei ha riferire a Berneschi che, nel marzo del 2014, il marito si era recato a colloquio dal prossimo procuratore della repubblica di La Spezia: «il dott. Caporuscio Maurizio in merito a una denuncia riferita al Berneschi». In seguito Baldini confermava le circostanze: «Sono andato a parlare con Caporuscio, al consiglio del quale mi sono presentato e gli ho detto ehm dico guarda vengo qua per un amico carissimo che è Giovanni Berneschi che è stato coinvolto e rappresentato nei giornali in questa porcheria… vediamo subito». E Baldini riferisce la risposta del procuratore. «Ha aperto il computer sì …si la pratica è qua nelle mani di Alberto Cossu quindi è riservatissima— me l’ha data solo perché son io eh».
Nell’ottobre del 2013 Berneschi era stato convocato dai magistrati per il crack Geo costruzioni, era stato sottoposto a interrogatorio e si era avvalso della facoltà di non rispondere. «Da una serie di intercettazioni telefoniche e ambientali – spiega l’informativa – il Berneschi palesava che il suggerimento a non rilasciare dichiarazioni gli era stato direttamente fornito dal procuratore della Repubblica dott. Granero Francantonio (contitolare del fascicolo processuale) il cui figlio Gianluigi siede nel consiglio di amministrazione della Cassa di risparmio di Savona a far data dal 17/04/2012».
Anche Menconi – dall’informativa – si caratterizza come uomo particolarmente versato nel lavoro di pubbliche relazioni con le istituzioni, servizi segreti inclusi. «Se poi ricade nel penale – dice a un interlocutore – gli viene trascritto all’Interpol e lo ricevono anche la eh! Lo trasmettono due miei amici che son venuti qua due volte. Il Capo della Sala operativa a Roma dell’Interpol, se gli chiedi…gli dai un nome e un numero, data di nascita, nome e cognome, ti leggono la vita e tutto»
Millanterie? Ad accertarlo potrebbe essere presto il neoprocuratore capo di Torino, Armando Spataro. I fascicoli relativi a eventuali coinvolgimenti di magistrati nel caso Carige (lo ha confermato ieri il procuratore capo di Genova Michele Di Lecce) verrano spediti, dunque, nel capoluogo piemontese. Nel frattempo procede l’inchiesta coordinata dall’aggiunto Nicola Piacente e dal Silvio Franz per accertare le ipotesi di truffa, riciclaggio e appropriazione indebita che, oltre a quelli di Berneschi, ha portato agli arresti di sua nuora Francesca Armisano, di Sandro Maria Calloni, del commercialista Andrea Vallebuona, dell’uomo d’affari svizzero Davide Enderlin, dell’immobiliarista Ernesto Cavallini e di Ferdinando Menconi ex ad di Carige Nuova Vita, la compagnia assicurativa del gruppo.
Altri 14 indagati
Mentre da fonti investigative, si apprende che altre quattro persone sarebbero indagate per riciclaggio in concorso nell’ambito della stessa vicenda. Ma non sarebbe tutto: vi sarebbe un’altra decina di indagati per falso in bilancio e ostacolo alle funzioni di vigilanza per un altro filone, quello principale, dell’inchiesta del Nucleo genovese di polizia tributaria. Si riferisce alla relazione di Banca d’Italia relativa all’ultima ispezione effettuata negli uffici della Carige dagli uomini di palazzo Koch: una ispezione mirata sulla gestione e sulla qualità dei crediti i cui esiti sono stati consegnati il 5 settembre 2013 alla procura di Genova. Si tratterebbe di dirigenti e funzionari della banca, ma anche di professionisti che con Berneschi e con la banca genovese avevano consolidati rapporti d’affari.
Le ispezioni di Bankitalia
In realtà, però, potrebbe esservi altro materiale interessante per i magistrati. Infatti, anche negli anni precedenti al 2013 le attività del gruppo bancario avevano sollecitato l’attenzione della vigilanza di via Nazionale. E non solo di palazzo Koch. Anche l’Uic, l’ufficio italiano dei cambi, prima della sua trasformazione nell’Unità di informazione finanziaria, aveva effettuato accessi e verifiche su aspetti attinenti all’antiriciclaggio. Particolarmente interessante poi, fu un accesso ispettivo avvenuto nel 2009 (capo del team di ispettori era Eugenio Gubitosi e lo specialista antiriclaggio Salvatore Ricci) effettuato da Banca d’Italia presso la Carige Asset Management Sgr. L’ispezione dette origine a un rapporto per nulla indulgente nei confronti della Sgr. È possibile, dunque che i pm, possano ritenere necessario il riavvolgimento del «nastro» riportandolo a tempi anche di molto antecedenti ai fatti contestati. In settimana continuerà il girotondo degli interrogatori di garanzia che ieri ha avuto il suo clou con l’audizione da parte del Gip Adriana Petri, di Armisano, ristretta nel carcere di Genova Pontedecimo. Assistita dall’avvocato Enrico Scopesi, Armisano, amministratore unico della Mb service Srl, società di proprietà del figlio di Berneschi, ha dichiarato al Gip di non avere mai svolto alcun ruolo o alcuna attività nell’ambito bancario assicurativo.
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