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“Carige è pronta reagire l’aumento di capitale può arrivare a 650 milioni”

«Non è detto che l’aumento di capitale di Carige sarà di 500 milioni. Possiamo arrivare fino a 650, siamo garantiti per questo importo dal consorzio delle banche guidato da Mediobanca ». In un’altra terribile giornata di Borsa in cui il titolo lascia sul terreno oltre il 10% del suo valore, raggiungendo il minimo storico di 6 centesimi, parla il presidente Cesare Castelbarco. Parla per sottolineare come la Bce abbia bocciato Carige “solo” negli stress test, imponendole un rafforzamento del fabbisogno patrimoniale di 814, in uno scenario catastrofico che metterebbe in ginocchio «non solo Carige, ma tutto il sistema finanziario e l’intero Paese, come peraltro ha detto anche Mediobanca». Le grandi manovre per la conquista della banca genovese, intanto, sono già iniziate e troveranno il loro punto di arrivo nell’aumento di capitale, il piatto forte del rafforzamento patrimoniale, dopo la vendita delle assicurazioni al fondo Usa Apollo. Molto interessato pare il fondo Investindustrial di Andrea Bonomi. Ma anche il gruppo Malacalza ha aperto il dossier della banca e sta meditando come comportarsi. Intanto la “bocciatura” da 814 milioni continua a far discutere.

Presidente Castelbarco, si tratta di una cifra pesantissima, dopo averne chiesti 800 a luglio agli azionisti, in gran parte piccoli risparmiatori di una città piegata dalla crisi e ferita dalla recente alluvione.
«La recessione è devastante per tutti, ma queste sono le regole, possiamo solo adeguarci. Il percorso è delineato da qualcuno che sta sopra di noi».
Carige uscirà da questa crisi?
«Carige non è una banca in crisi, è una banca sana in tutti i suoi fondamentali. Ha appena superato l’Aqr di Bce che ha stabilito che Carige ha raggiunto i livelli indicati. La bocciatura è stata negli stress test».
Ma perché tutta questa fretta nel rispondere alla Bce, a differenza di Monte dei Paschi, che sta ancora valutando il da farsi?
«Abbiamo elaborato una proposta che ora andrà al vaglio della Bce. La Vigilanza ci ha chiesto di procedere il più rapidamente possibile, l’aumento è già coperto dal consorzio di garanzia delle banche e Apollo non avrebbe concluso l’operazione di acquisto delle assicurazioni senza aver visto prima il nostro piano. Che senso avrebbe avuto attendere, con il rischio di perdere il consorzio delle banche? Le azioni proposte dal piano sono le uniche possibili».
Che tempi prevede per l’aumento?
«Non prima dell’inizio del 2015. Attendiamo la risposta della Bce al nostro piano. Se sarà positiva ci vorranno i tempi tecnici per la convocazione dell’assemblea straordinaria, 45 giorni. E se si dovrà attendere l’approvazione del bilancio 2014 allora andremo in primavera».
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