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Carige, il consiglio rischia di perdere pezzi

Crescono i malumori all’interno del consiglio di amministrazione di Carige e si inseguono addirittura voci di possibili prossime dimissioni di consiglieri, dopo la battaglia apertasi tra l’azionista di riferimento, Vittorio Malacalza, che controlla il 17,58% della banca, tramite la Malacalza Investimenti, e l’amministratore delegato Guido Bastianini. Il quale, nei giorni scorsi, ha ricevuto una missiva di sfiducia (letta durante una riunione del cda), da parte dell’imprenditore che è anche vicepresidente di Carige.
Il presidente della banca, Giuseppe Tesauro, ha quindi deciso di riconvocare il cda per il 9 giugno con l’obiettivo di discutere appunto di questa frattura. Ma il documento dell’azionista ha avuto un effetto dirompente sia sul titolo, che il 31 maggio, il giorno dopo la richiesta di sfiducia, ha perso il 6,53%, a 0,23. Oggi il titolo ha chiuso con un -1,76%, a 0,22 euro.
E in attesa della riunione del 9, quando si capirà anche se Bastianini sarà pronto (o costretto) a un passo indietro (ma attualmente l’ad sembra tutt’altro che intenzionato a retrocedere), serpeggia tra i consiglieri una forte preoccupazione, che potrebbe condurre alle dimissioni di qualcuno di loro. Una situazione certamente non positiva che tra l’altro, secondo rumors, potrebbe coinvolgere anche persone indicate, a suo tempo, in consiglio dallo stesso Malacalza.
D’altro canto, uno sviluppo di questo tipo non sarebbe sorprendente per chi osserva da tempo gli equilibri della banca. Degli uomini e donne entrati in consiglio nella lista dell’azionista di riferimento, votati dall’assemblea del 31 marzo 2016, già tre si sono fatti da parte. In primis Beniamino Anselmi, banchiere portato inizialmente in palmo di mano da Malcalza, uscito da Carige dopo solo cinque mesi per approdare alla presidenza di Veneto Banca. L’esodo è proseguito con Giampaolo Provaggi, cooptato, al pari di Anselmi, già al momento dell’ingresso di Malacalza in Carige, confermato nell’assemblea del 2016, e poi uscito per giungere anche lui al gruppo Veneto Banca. Anselmi e Provaggi sono stati sostituiti dall’ex sindaco di Genova, Giuseppe Pericu e da Massimo Pezzolo.
Più recenti (risalgono al 19 maggio di quest’anno) le dimissioni dell’avvocato Elisabetta Rubini, che era presidente del comitato remunerazione e componente del comitato rischi di Carige, che ha ufficialmente lasciato «in relazione ai propri accresciuti impegni professionali». La Rubini per ora non è stata sostituita. Nel frattempo è arrivata la sfiducia dell’azionista a Bastianini.
Una sfiducia espressa con modalità che non hanno mancato di stupire e cogliere di sorpresa alcuni azionisti di Carige, in primis l’imprenditore Aldo Spinelli (si veda Il Sole 24 Ore del 2 giugno). Modalità che, all’interno del consiglio, sono apparse ad alcuni «inadatte al momento in cui si trova la banca».
Bisogna capire, si ragiona nelle stanze di Carige, «se quello che è stato proposto (cioè la sfiducia a Bastianini, ndr) abbia senso o meno, che soluzione si dà e come si affronta il futuro, avendo delle scadenze importanti e impellenti; con Bce e Vigilanza che stanno monitorando». La risposta a simili quesiti potrà arrivare probabilmente solo venerdì prossimo. Quando il cda affronterà il nodo Biastianini.

Raoul de Forcade

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