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Carige, clima disteso su Lme

Decisioni formali sull’offerta Lme di scambio dei bond subordinati di Banca Carige con titoli senior dell’istituto non sono ancora state prese, ma secondo fonti di mercato è difficile che i grandi investitori istituzionali facciano muro contro muro, mettendo a rischio un’operazione che è vitale per la messa in sicurezza della banca e che ha già registrato una prima apertura da parte di un bondholder. A trainare il fronte degli obbligazionisti favorevoli alla conversione è il gruppo Unipol: nei giorni scorsi era emerso che il gruppo bolognese «guarda con favore allo sforzo degli azionisti della banca e del gruppo manageriale di Carige nel nuovo piano intrapreso ed è orientato ad aderire al piano di Lme».

I due grandi obbligazionisti di Carige attivi nel campo delle assicurazioni (Unipol e Generali) hanno apprezzato lo sforzo dell’istituto ligure di ripensare l’offerta, cambiando notevolmente l’impostazione iniziale, e questo ha avuto un effetto positivo. Intesa Sanpaolo sta ancora decidendo: probabilmente gli obbligazionisti si prenderanno tutto il tempo necessario (sette giorni lavorativi) per arrivare a una delibera, ma è difficile che Ca’ de Sass rompa l’asse dei bondholder.

Sono due gli elementi visti con favore. Il primo è il rendimento del 5%, che non è così lontano dal 5,7% del Lower bond Tier 2 subordinato da 50 milioni di euro in mano a Intesa Sanpaolo vita. L’altro fatto è il riconoscimento, per i Tier 2, del rateo degli interessi maturati dalla data di ultimo stacco della cedola fino alla relativa data di regolamento dell’operazione di Lme. Ciò è stato percepito come equo, considerando il contesto dell’offerta.

Per i bondholder sarebbe più conveniente aderire volontariamente. In ogni caso, all’istituto ligure hanno già pronto il piano B. L’offerta di scambio è partita il 29 settembre, mentre il termine per l’adesione anticipata è l’11 ottobre e la scadenza il 18 ottobre. Le assemblee degli obbligazionisti si terranno in prima convocazione il 21 ottobre e in seconda convocazione il 6 novembre. Le assemblee sono chiamate a votare la conversione che, in ragione della clausola di consent solicitation, potrebbe anche diventare obbligatoria. A Carige basterebbe che l’offerta portasse 200 milioni di plusvalenza per arrivare al miliardo di rafforzamento patrimoniale.

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