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Carige, chiesti i danni a ex vertici e Apollo

È andata come diversamente non poteva andare, con l’assemblea degli azionisti di Banca Carige che approva i conti del 2016 (chiusi con una perdita di 297 milioni di euro a livello di gruppo) e l’azione di responsabilità nei confronti degli ex amministratori. Su questo secondo punto, però, se il risultato non cambia con il disco verde alla richiesta dei danni, cambiano le percentuali. Nei confronti di Giovanni Berneschi, l’ex presidente travolto dall’inchiesta giudiziaria e condannato in primo grado a 8 anni e due mesi, l’assemblea vota per l’azione di responsabilità al 99%, mentre per chi gli è succeduto, il presidente Cesare Castelbarco e l’amministratore delegato Piero Montani, si arriva al 76. Con ogni probabilità, si è astenuto qualche azionista di peso e questo ha fatto scendere la percentuale. Comunque sia, ora si procede con l’azione di responsabilità, facendo scattare una battaglia legale che si annuncia quanto mai dura, per i nomi coinvolti (oltre agli ex amministratori anche il fondo Apollo che ha rilevato le compagnie assicurative) e l’entità di quanto richiesto, 1,25 miliardi di euro. Le prime avvisaglie, anche se non ce n’era certo bisogno, si sono colte già ieri, con lo scontro fra il rappresentante legale di Amissima (la società che fa appunto capo al fondo Apollo) e il presidente di Carige Giuseppe Tesauro. Emanuele Rizzi, intervenuto su delega di Amissima, aveva parlato di una azione di Carige fatta «per sviare attenzione da azioni sbagliate del management». Immediata la reazione di Tesauro. «Non glielo permetto, così insulta gli azionisti, gli amministratori della banca e i dipendenti con delle volgarità che non possono essere consentite. Andate a difendere i vostri interessi in tribunale, questa non è la sede. Lei è anche avvocato e deve saperlo, perciò siete ancora più colpevoli».
Mentre si dà inizio alla battaglia legale, la banca si concentra sul risanamento e lo sviluppo, con l’obiettivo fortemente voluto dall’azionista di riferimento Vittorio Malacalza «di far tornare quanto prima i conti in nero». Nei prossimi mesi si costituirà la società-veicolo all’interno della quale finiranno i crediti deteriorati mentre a cavallo dell’estate ci sarà il rafforzamento patrimoniale, con un aumento di capitale fino a 450 milioni di euro.

Massimo Minella

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