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Carige, da Bce c’è l’ok al piano

I vertici di Carige lo attendevano da tempo e ieri è arrivato il via libera di Bce alle operazioni di rafforzamento patrimoniale messe a punto dalla banca genovese che oggi terrà l’assemblea degli azionisti. Assemblea che è chiamata a votare un parte importante di quel piano: l’aumento di capitale da 560 milioni. Di questi, 500 saranno di new equity e 60 da destinarsi ai portatori di titoli subordinati che abbiano aderito a una precedente operazione di liability management (Lme). Operazione, quest’ultima, che si concentra su un perimetro di 510 milioni di obbligazioni subordinate da convertire in senior e alla quale sarà dato il via dal cda, convocato subito dopo l’assemblea degli azionisti.
Carige ha comunicato, nella serata di ieri, di «aver ricevuto l’autorizzazione della Banca centrale europea alla realizzazione della manovra complessiva di rafforzamento patrimoniale del gruppo prevista dal nuovo piano strategico 2017–2020, approvato dal cda il 13 settembre» scorso. Un risultato raggiunto anche grazie ai costanti contatti con Francoforte mantenuti dall’ad, Paolo Fiorentino.
La manovra, ricorda la nota, «si articola su tre elementi essenziali» e cioè «operazione di ottimizzazione del passivo Lme, aumento di capitale, cessione di asset; il successo di ciascuna delle operazioni previste – sottolinea la banca, ribadendo un concetto espresso anche nel documento consegnato alla Consob in vista dell’assemblea, in risposta a una richiesta di chiarimenti – risulta essenziale per il conseguimento degli obiettivi strategici del piano».
Gli azionisti di Carige, oltre che sull’aumento di capitale, nella sessione straordinaria dell’assemblea sono chiamati a scegliere tra la proposta del cda, che contempla un aumento «in via scindibile con diritto d’opzione o, in subordine, invia inscindibile e con esclusione o limitazione del diritto di opzione» e la proposta dell’azionista di riferimento di Carige, Malacalza Investimenti, che invece chiede di cassare l’ipotesi in subordine e di procedere esclusivamente con un aumento scindibile con diritto d’opzione. Appare molto probabile, viste la posizioni a favore della seconda soluzione, espresse da altri azionisti della banca, che la linea dei Malacalza prevalga.
L’aumento, se approvato, potrà prendere il via a novembre, quando sarà acclarato l’esito dell’offerta (che dovrebbe partire domani) agli obbligazionisti titolari di subordinati Tier1 e Tier2 di conversione in bond senior.
Raoul de Forcade

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