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Carige balza del 23% in Borsa sul piano di cessioni e aumento

Il mercato apprezza il piano di rafforzamento patrimoniale di Carige e l’istituto genovese vola in Borsa. Ieri il titolo, dopo essere stato sospeso, nel corso della giornata, per eccesso di rialzo, ha chiuso guadagnando il 22,97%, a 0,23 euro. Un vero sprint dopo settimane in caduta libera in seguito alla sfiducia del cda all’ex ad Guido Bastianini, votata il 9 giugno scorso dietro richiesta del vicepresidente e azionista di riferimento di Carige (col 17,58%), Vittorio Malacalza. Il 27 giugno scorso Carige aveva toccato il minimo storico: 0,17 euro; ieri è arrivata la riscossa.
Secondo i dati Bloomberg, poi, i bond subordinati di Carige hanno segnato ieri un balzo record: le obbligazioni dell’istituto per 200 milioni con scadenza al dicembre 2020 hanno registrato un rally di 12 centesimi arrivando a 61 cent e ampliando a 20 centesimi il guadagno in due giorni, con i titoli ai massimi dal 9 giugno. La scorsa settimana i bond junior Carige erano crollati, sulla scia dell’azzeramento delle obbligazioni subordinate di Popolare di Vicenza e Veneto Banca.
A consentire la ripresa, è stata la presentazione del progetto di patrimonializzazione messo a punto, in pochi giorni, dal nuovo ad, Paolo Fiorentino. Il cda ha deliberato misure per 700 milioni di euro; di questi, 500 milioni saranno frutto di un aumento di capitale, per il quale è stato stipulato un accordo di pre-garanzia con Deutsche Bank e Credit Suisse (uscita, invece, Goldman Sachs, che era stata inclusa da Bastianini tra gli advisor); altri 200 milioni arriveranno dalla cessione di asset della banca, tra i quali alcuni immobili di pregio (le sedi di Milano, Roma e Londra)e la società di credito al consumo Creditis.
Carige si prepara anche a cedere i servizi d’incasso dei Pos e ad alienare, tramite cessione di ramo d’azienda, la piattaforma di recupero degli Npl. L’idea è di passare questa sorta di bad bank a un gestore professionale di sofferenze. Dovrebbe essere chiusa in settimana, poi, l’operazione di cessione di circa 940 milioni di non performing loans mediante cartolarizzazione assistita da Gacs. E altri 1,2 miliardi di Npl saranno ceduti successivamente.
Si registrano, intanto, malumori all’interno dell’azionariato di Carige. Con la sfiducia a Bastianini (che per ora resta in cda) sono usciti tre consiglieri di Carige, due dei quali erano indicati dall’azionista Gabriele Volpi (che detiene circa il 6%). Nessuno dei tre consiglieri successivamente cooptati, il 21 giugno scorso (Stefano Lunardi, Ilaria Queirolo e Francesca Balzani), sono indicati da Volpi. Nonostante, a quanto risulta, i suoi legali avessero inviato una lettera a Carige, indicando due nomi.
Nel corso del cda di lunedì scorso, è stata presentata una nuova missiva dei legali, che chiedono sia data possibilità all’azionista Volpi di designare propri consiglieri. In effetti, un posto nel board è a disposizione. Per l’altro c’è chi attende le dimissioni di Bastianini. Se ne parlerà nel consiglio del 10 luglio.

Raoul de Forcade

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