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Carige, aumento con maxi-sconto

Partirà all’insegna di un maxi-sconto, pari al 40%, l’aumento di capitale di Banca Carige. Il Cda dell’istituto genovese, dopo aver ricevuto mercoledì il disco verde della Consob al documento informativo, ha infatti definito ieri le condizioni dell’operazione da 800 milioni di euro. A partire da lunedì agli azionisti ordinari saranno offerte 93 azioni ordinarie ogni 25 possedute al prezzo di 0,10 euro per azione, di cui 0,05 euro come sovrapprezzo. Il prezzo è stato determinato applicando uno sconto del 40% sul Terp, il prezzo teorico ex diritto calcolato al prezzo di chiusura di ieri (pari 0,414 euro). Il calendario dell’offerta prevede che i diritti di opzione saranno esercitabili da lunedì 16 giugno a venerdì 4 luglio compresi. Da lunedì 16 e fino a venerdì 27 giugno ci sarà tempo per la loro negoziazione.
Lo sconto deciso ieri da Carige è dunque superiore a quello applicato in altri aumenti già avviati o appena conclusi, dal Banco Popolare (30,7%) a Bpm (31,7%), dal Creval (34%) a Mps (35,5%). Fissato nella parte alta della forchetta prevista – le stime dei giorni precedenti erano tra il 35 e il 40% -, il dato segnala quanto la banca abbia dovuto “concedere”, in termini di prezzo, per rendere più appetibile agli occhi degli investitori la sottoscrizione del nuovo capitale. Un maxi-sconto in fin dei conti inevitabile, vista la perdita del 2013 pari a 1,7 miliardi e le recenti vicende giudiziarie che hanno coinvolto gli ex vertici del gruppo.
Oggi si vedrà dunque la prima reazione del titolo in Borsa, dopo che ieri l’azione è arretrata del 2,59%. Da lunedì, tuttavia, quando inizieranno a scambiare azioni e diritti si capirà se la natura diluitiva dell’operazione comporterà forti sbalzi dei prezzi e successivi assestamenti, come il caso Mps insegna. I soci sono comunque spinti ad aderire all’aumento, visto che qualora non dovessero sottoscrivere, si vedrebbero ridurre il loro peso nell’azionariato dell’80% circa. Complessivamente, a fronte di 2,177 miliardi di azioni in circolazione verranno emessi quasi 8 miliardi di nuovi titoli.
Posto che l’intera operazione è comunque garantita da un consorzio di banche, coordinato da Mediobanca, resta da capire quale sarà la partecipazione dei soci istituzionali. La Fondazione ha annunciato nei giorni scorsi che sottoscriverà per la sua quota del 19%, con un investimento di circa 152 milioni, anche se non è escludere un alleggerimento al 12-15%. Probabile la partecipazione dei fondi di investimento che sono entrati nelle scorse settimane (da Tosca Fund a De Shaw, a Glg, fino alla brasiliana Btg Pactual, già socio di Mps, o investitori italiani come Kairos, Mediolanum e Anima). Da monitorare anche le mosse di Andrea Bonomi e della famiglia Malacalza.
Intanto ieri è emerso che Banca Carige, come rivelato da Radiocor, starebbe studiando la possibilità di un esposto in Procura contro le passate gestioni delle compagnie assicurative del gruppo. L’istituto avrebbe in corso approfondimenti interni sulle gestioni di Carige Vita Nuova e Carige Assicurazioni relativi all’era Berneschi.

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