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Carige, aumento di capitale fino 450 milioni per gli Npl

Prevede un aumento di capitale fino a 450 milioni e la creazione di un veicolo di gestione per le sofferenze il nuovo piano strategico 2016-20 che Banca Carige ha inviato ieri alla Bce, subito dopo l’approvazione da parte del cda timonato da Guido Bastianini (ad). L’obiettivo è stringere i tempi sul raggiungimento degli obiettivi prescritti alla banca da Francoforte e arrivare al 2020 con ricavi a 756 milioni (+5,3%, la crescita media annua), costi operativi a 477 milioni (-4% di media annua), cost income al 59,8%, incidenza del credito deteriorato lordo sugli impieghi al 13,1% e Cet 1 ratio a 14,1%. Per arrivare a un risultato stimato in 170 milioni con Roe al 7,4%. Per ottenere questi numeri , Bastianini ha delineato quattro target: rafforzamento strutturale del bilancio; presidio del rischio e della qualità dell’attivo (con la costituzione di una nuova unità organizzativa dedicata alla gestione delle categorie di non performing loans non trasferite al veicolo); una rinnovata focalizzazione sul core business (con focus su Liguria e Toscana settentrionale e attenzione alle regioni del centro Nord Italia e isole); efficienza operativa (con 89 filiali da chiudere entro inizio 2018, oltre alle 37 chiuse nel 2016 e l’uscita di 155 persone, l’incorporazione di Banca Ponti, per valorizzare il segmento private).
Ma è soprattutto il primo target quello su cui si è concentrata ieri l’attenzione degli analisti finanziari. Obiettivo che comprende, si legge nel piano, un «deconsolidamento del ramo d’azienda comprensivo del portafoglio sofferenze, mediante scissione a favore di un veicolo di gestione ».
«Abbiamo deciso – ha sottolineato Bastianini parlando agli analisti – di adottare una soluzione radicale sulle sofferenze: una soluzione innovativa per il mercato italian». L’ad ha poi precisato che Carige punta a definire il consolidamento del veicolo «entro la fine del 2017» in modo da poter «raggiungere in modo anticipato i target della Bce» ed essere «già entro la fine del 2017 largamente al di sotto del target 2019 della Bce». La cui richiesta è che, dagli attuali 7,3 miliardi di crediti deteriorati, l’istituto scenda a 5,5 miliardi entro fine 2017, a 4,6 entro fine 2018 e a 3,7 entro fine 2019. «Dovremo lavorare per collocare il debito del veicolo – ha aggiunto l’ad di Carige – che sarà aperto anche a investitori terzi». Bastianini ha aggiunto che la creazione del veicolo (che «probabilmente non sarà bancario» ma un intermediario «ex articolo 106 del testo unico bancario») avverrà attraverso una «scissione proporzionale. Quindi, nel momento in cui si realizzerà, gli azionisti del veicolo saranno gli stessi azionisti di Carige». Poi, «in fasi successive», ci potranno essere ulteriori ingressi di investitori nel capitale del veicolo.
Bastianini ha sottolineato che Carige «non avrà alcuna partecipazione nel veicolo. La scelta di fare la scissione e di non procedere con una ulteriore vendita attraverso Gacs, è stata fatta per non avere pressioni di vendita in tempi rapidi e compressi dal mercato». In questo modo, ha proseguito, «gestiamo le sofferenze rimanenti tutte in un colpo solo».
Bastianini ha poi precisato: «C’è un’operazione di cartolarizzazione in corso che non sarà interrotta (si tratta di quella avviata per la prima tranche di Npl con l’utilizzo di Gacs, che ammonta a 950 milioni, ndr). Ma non escludiamo che, se l’operazione di scissione procederà in tempi sufficientemente rapidi, tutto il portafoglio venga scisso ed eventualmente poi la beneficiaria possa proseguire sull’operazione di cartolarizzazione». Altro perno del piano di Carige è l’aumento di capitale. «Per consentire di preservare valore ai nostri azionisti e stakeholder prevediamo – ha affermato Bastianini – un rafforzamento patrimoniale, che abbiamo individuato in un ammontare fino a 450 milioni. Tutto questo per gestire il credito problematico come abbiamo delineato, per avere sufficiente patrimonio per rilanciare le iniziative e il business tradizionale e per sostenere patrimonialmente il progetto di scissione, finalizzato a una gestione delle sofferenze senza dispersione di valore». L’aumento potrà essere accompagnato da un’azione di liability management exercise (conversione di bond): «Nei prossimi giorni – ha detto il manager – avvieremo contatti con gli investitori Tier 1 e Tier 2». Bastianini ha quindi rassicurato gli analisti in merito alla possibile creazione di un consorzio di garanzia per la ricapitalizzazione. Ha chiarito che il cda ha avuto «colloqui positivi con alcune banche d’affari. Abbiamo avuto dei contatti preliminari e disponibilità», anche se « non ancora formalizzate». Il manager ha poi detto di essere «molto fiducioso» sul fatto che «gli azionisti di riferimento di Carige siano interessati e possano seguire l’operazione» di aumento di capitale.

Raoul de Forcade

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