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Carige, aumento ad alta volatilità

La prima giornata dell’aumento di capitale da 850 milioni di Banca Carige è stata vissuta in Borsa all’insegna della volatilità. Una situazione che, però, non ha sorpreso i vertici della banca. «Mi sembra che (l’andamento, ndr) sia in linea con altre operazioni. Io sono assolutamente ottimista», ha detto il presidente dell’istituto, Cesare Castelbarco Albani, a margine della presentazione del rapporto annuale di Bankitalia sull’economia lombarda .
Dopo il -11% del titolo registrato alla chiusura di piazza Affari di venerdì scorso, ieri al centro dell’attenzione sono stati soprattutto i diritti di opzione. Le azioni ordinarie hanno terminato le contrattazioni in rialzo dell’1,78% a 1,755 euro, mentre i diritti sono stati più volte sospesi dalle negoziazioni, segnando, alla fine, – 16,75% a 3,23 euro. Quanto ai volumi, è stato scambiato circa il 6% del capitale ordinario (pre-aumento) e circa il 3,5% dei diritti sul mercato. La ricapitalizzazione dovrebbe portare nelle casse della banca genovese, 817 milioni di euro, al netto dei costi e commissioni per totali 33 milioni.
La banca sta affrontando un nuovo aumento di capitale dopo quello da 800 milioni del giugno del 2014. La necessità di ricapitalizzare ulteriormente, attraverso l’operazione in corso e la vendita di alcuni asset, si è presentata dopo l’intervento della Bce che, sottoponendo la banca agli stress test, ha individuato uno shortfall da 814 milioni nei conti.
L’aumento appena avviato prevede l’emissione di 7 nuove azioni per ognuna esistente, al prezzo di 1,17 euro e comporta, per un socio che non aderisse pro-quota all’aumento, una diluizione dell’87,5%. Da questi dettagli, e dal fatto che gran parte del valore dei titoli Carige risiede ora nei diritti e non più nelle azioni, si origina il movimento opposto di azioni e diritti. Alcuni piccoli azionisti ma soprattutto i fondi, hanno l’occasione di vendere i diritti, finanziando così l’acquisto di nuove azioni.
Sulla ricapitalizzazione, tra l’altro, c’è incertezza in merito a come si muoveranno soci quali i francesi di Bpce (5,1%) e Fondazione Carige (1,95%). Nel corso della giornata le azioni hanno oscillato tra 1,715 euro e 1,85 euro, i diritti tra 3,23 e 3,87 euro. Contro il rischio di anomalie di prezzo, Consob ha annunciato, venerdì scorso, che avrebbe esercitato un particolare monitoraggio sulla ricapitalizzazione. Il calendario dell’aumento prevede che i diritti siano negoziabili fino al 19 giugno compreso ed esercitabili fino al 25 giugno.
Parlando dell’operazione Castelbarco, oltre a professarsi ottimista, come si è visto, ha precisato: «Noi abbiamo fatto il massimo per fare le cose nel modo corretto. Spero che il mercato apprezzi e gli azionisti sottoscrivano».
Riguardo alla volatilità registrata dal titolo, ha affermato che si tratta di movimenti «in linea con altri aumenti». E in merito ai soci francesi, dei quali non si sa se intendano sottoscrivere o meno l’aumento, il presidente di Carige si è mostrato attendista: «Vedremo cosa faranno. Ma loro hanno sempre deciso le operazioni all’ultimo».
Sulla vendita della controllata Cesare Ponti, infine, ha sottolineato, che una decisione sarà presa «a fine mese, in cda». Ma l’impressione, suffragata dalle dichiarazioni dell’attuale maggiore azionista di Carige, Vittorio Malacalza (si veda il Sole 24 Ore del 6 giugno), è che l’intenzione sia di non vendere più l’asset.

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