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Carige, arrivano 700 mln

Va libera dal consiglio di amministrazione di Banca Carige al rafforzamento patrimoniale per complessivi 700 milioni di euro, di cui fino a 500 mln in aumento di capitale. I restanti 200 mln dovrebbero arrivare dalla cessione della società Creditis, dalla dismissione della piattaforma degli Npl e da otto immobili, tra cui un ufficio di rappresentanza a Londra.

Dei 200 milioni provenienti dalle cessioni, secondo fonti di mercato, 160 dovrebbero essere il frutto di plusvalenze nette.

Per il momento non è stato necessario cedere altre partecipazioni, nonostante nelle scorse settimane l’attenzione del management si fosse concentrata anche sulle quote detenute nell’Autostrada dei Fiori, in Banca d’Italia e in Banca Cesare Ponti. Tali asset, almeno in questa fase, non finiranno sul mercato, visto l’alto interesse riscontrato per gli immobili che, da soli, dovrebbero risolvere le esigenze patrimoniali.

Il board dell’istituto ligure ha anche integrato la lettera scritta nei giorni scorsi alla Bce. Nella missiva, che già conteneva rassicurazioni in merito alla governante, sono state aggiunte le delucidazioni sulle delibere approvate ieri nell’ambito del rafforzamento patrimoniale. Non è stata ancora stabilita la data dell’assemblea dei soci che dovrà accendere il semaforo verde per l’aumento. Ma, visto che il processo di rafforzamento su pressing della Bce dovrebbe concludersi entro fine anno, è probabile che l’assemblea si tenga intorno a ottobre.

Quella di ieri è stata la prima riunione del consiglio da quando Paolo Fiorentino ha assunto la guida della banca e da più parti emerge che il manager è stato in grado di compattare tutte le anime. Il via libera al rafforzamento patrimoniale è infatti considerato il primo successo di un management e di un board che stanno lavorando alacremente benché quest’ultimo, nella sua composizione, sia ritenuto da più parti anomalo. Dei 14 membri presenti, undici appartengono alla lista guidata da Vittorio Malacalza, mentre solo tre fanno riferimento ad altre liste: si tratta di Sara Armella (lista Spinelli), Remo Angelo Checconi (cooperative) e Giulio Gallazzi (Assogestioni). In una banca che conta il 70% del flottante, gli investitori istituzionali vorrebbero una maggiore rappresentanza. Il cda dovrà essere successivamente integrato con un altro consigliere e ciò potrebbe portare gli equilibri, pur in minima parte, a essere modificati.

Il via libera all’aumento di capitale è arrivato a contrattazioni di borsa chiuse. In precedenza il titolo Carige aveva chiuso in forte progresso, con un incremento del 3,89% a 0,195 euro.

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