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Carburanti, fa fede l’estratto-conto

Per recuperare la parte di Iva detraibile sull’acquisto di carburante per autotrazione, effettuato con bancomat, carte di credito o prepagate, è sufficiente scorporare l’imposta dell’estratto conto della carta elettronica che va registrato come la scheda carburanti nel registro Iva acquisti.
In generale, gli acquisti di carburanti per autotrazione presso gli impianti stradali di distribuzione da parte di soggetti Iva devono essere documentati con le schede carburanti, le cui annotazioni «sono sostitutive della fattura» di acquisto (articolo 1, comma 1, Dpr 444/1997). In questi casi, l’emissione della fattura è vietata ai gestori di impianti stradali di distribuzione di carburanti per autotrazione, tranne che per le cessioni effettuate nei confronti dello Stato, di taluni enti e degli autotrasportatori di cose per conto terzi. Il divieto di emissione della fattura, comunque, non riguarda le compagnie petrolifere, ma solo i distributori. Dal 14 maggio 2011, in deroga all’obbligo di utilizzo delle schede, i soggetti Iva «che effettuano gli acquisti di carburante esclusivamente mediante carte di credito, carte di debito» (bancomat) «o carte prepagate emesse da operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione» all’anagrafe tributaria (articolo 7, comma 6, Dpr 605/1973) «non sono soggetti all’obbligo di tenuta della scheda carburante» (articolo 1, comma 3-bis, Dpr 444/1997).
Considerando l’utilizzo dell’avverbio «esclusivamente», l’agenzia delle Entrate ha chiarito che i due sistemi di documentazione (schede carburanti e carte elettroniche) risultano tra loro alternativi (circolare 9 novembre 2012, n. 42/E, paragrafo 1) e risulta impossibile un loro utilizzo contemporaneo. Quindi, i soggetti che pagano il carburante anche con mezzi diversi dalle carte elettroniche (ad esempio, in contanti) devono utilizzare la scheda per tutti gli acquisti effettuati. Chi paga esclusivamente con le carte, invece, può sceglie di utilizzare il nuovo metodo o può continuare ad utilizzare la scheda carburante, per dedurre il costo e detrarre l’Iva.
A Telefisco 2013, le Entrate hanno chiarito che «l’esclusività nelle modalità di certificazione di queste operazioni» non pregiudica «la possibilità, per il contribuente, di passare in corso d’anno dal vecchio al nuovo sistema di certificazione». Questa modifica può essere effettuata a partire dal giorno successivo della «conclusione delle operazioni per la liquidazione dell’Iva» e sembra possibile, in corso d’anno, solo per passare dalla scheda carburante alla modalità elettronica e non viceversa.
Secondo le Entrate le semplificazioni introdotte dal decreto sviluppo 70/2011, non hanno eliminato la necessità di verificare gli elementi che collegano «l’acquisto effettuato al soggetto» acquirente, al fine di consentire a quest’ultimo la detrazione dell’Iva e la deduzione del relativo costo. È necessario, quindi, che «il mezzo di pagamento sia intestato al soggetto che esercita l’attività» e che dall’estratto conto della carta «emergano tutti gli elementi necessari per l’individuazione dell’acquisto, quali, ad esempio, la data ed il soggetto presso il quale è effettuato il rifornimento, nonché l’ammontare del relativo corrispettivo». Queste indicazioni costituiscono il contenuto “minimo” per «consentire sia la detrazione ai fini Iva sia la deduzione del relativo costo »(circolare 9 novembre 2012, n. 42/E, paragrafo 2). Il chiarimento è arrivato dalle Entrate, quindi, È sufficiente l’estratto conto della carta elettronica, per scorporare l’Iva pagata e per detrarla (per la quota consentita, in generale pari al 40%).

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