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Il capoeconomista Bce spegne i falchi: ancora espansione

La Banca centrale europea continuerà ad utilizzare il programma pandemico Pepp per preservare condizioni di finanziamento favorevoli per un «esteso» periodo di tempo lungo tutta la curva dei tassi e dei rendimenti dei titoli di Stato, fino a quando la ripresa sarà sostenibile e il contenimento del coronavirus avrà avuto successo. La flessibilità degli acquisti del Pepp sarà utilizzata per scongiurare una stretta «ingiustificata» delle condizioni su tutta la curva dei rendimenti, monitorando da vicino l’andamento dei titoli di Stato dell’area dell’euro e tenendo conto dell’effetto di ricaduta dai titoli denominati in altre valute. L’ampio accomodamento della politica monetaria, stimolo mirato a tutti i settori dell’economia, a famiglie, imprese, banche e governi, resta necessario «anche in un contesto macroeconomico in miglioramento», e sarà esteso dopo la fine delle pressioni disinflazionistiche della pandemia.

Così Philip Lane, capoeconomista e membro del Board della Bce, ha rafforzato ieri l’orientamento molto accomodante della banca centrale, chiarendo che le condizioni favorevoli – tassi bassi su tutta la curva tramite il Pepp e i prestiti TLTROIII – saranno protratte nel tempo per sostenere la ripresa economica e l’inflazione, fin quando necessario. In un discorso tenuto alla Comissão do Mercado de Valores Mobiliários (Consob portoghese), Lane non ha lasciato spazio alle speranze dei falchi che vorrebbero una Bce pronta a tirare il freno. Al contrario, il capoeconomista ha messo in guardia il mercato, che inizia ad essere disorientato nell’area dell’euro dallo “spillover” dall’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato americani: Lane ha fatto intendere che la Bce non tollererà un aumento dei rendimenti dei titoli di Stato nell’area dell’euro sulle scadenze più lunghe. I rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine sono un benchmark utilizzato dalle banche per i prestiti a famiglie e imprese e un rialzo di questi tassi a cascata provoca il restringimento del costo del denaro per imprese, famiglie e banche oltre che naturalmente per i governi.

Sottolineando più volte nel discorso la necessità di preservare per un periodo «esteso» le condizioni di finanziamento favorevoli – che sono la «bussola», la stella polare della politica monetaria della Bce in questo momento – Lane ha fatto intendere che la Bce è anche pronta a tollerare un aumento dell’inflazione. Il suo obiettivo primario adesso è quello di mantenere i tassi bassi e aiutare l’economia a uscire dallo shock della pandemia e a neutralizzare le pressioni disinflazionistiche della crisi del coronavirus: «dinamiche vigorose dell’inflazione sono possibili con una ripresa economica complessivamente robusta».

Lane ha sottolineato l’importanza della forward guidance per contribuire a tenere bassi i tassi: «In assenza di una chiara forward guidance da parte delle banche centrali in merito alle decisioni future della politica monetaria – ha detto – l’elevata incertezza sull’andamento del coronavirus e sulla solidità della ripresa post-pandemia, potrebbero portare famiglie, imprese e governi ad essere riluttanti nel l’impegnarsi a decisioni di spesa significative».

Nel suo discorso, Lane più volte fa riferimento ai titoli di Stato e all’importanza dell’analisi delle condizioni di mercato, dopo che la presidente Christine Lagarde ha detto nei giorni scorsi che la Bce «monitora da vicino l’evoluzione del rendimento nominale dei titoli di Stato» e che «i rendimenti dei titoli sovrani sono particolarmente importanti perché vengono utilizzati dalle banche per fissare le condizioni dei prestiti per imprese e famiglie».

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