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Capitali, waiver salvacondotto

La revoca del mandato fiduciario non comporta la decadenza dai benefici sulle sanzioni in materia di monitoraggio fiscale, purché il contribuente che ha attivato la voluntary disclosure rilasci immediatamente il waiver alla banca estera che continuerà a detenere i capitali. Ma l’equiparazione delle due soluzioni nei confronti del fisco «va intesa come limitata ai soli effetti funzionali della riduzione delle sanzioni» e non tout court, alla luce della «maggiore ampiezza del ruolo che svolgono le società fiduciarie nell’amministrazione di beni per conto terzi». A precisarlo è Assofiduciaria, in una nota trasmessa ieri alle proprie associate, con riferimento al chiarimento fornito dalla direzione regionale della Lombardia dell’Agenzia delle entrate nell’ambito dell’osservatorio sulla disclosure costituito dagli ordini dei commercialisti lombardi (si veda ItaliaOggi del 1° ottobre 2015).

Rispondendo a un quesito posto dai professionisti, l’amministrazione finanziaria ha affrontato il caso di un contribuente che aveva già presentato e definito la procedura di collaborazione volontaria, pagando il dovuto al fisco. Il patrimonio detenuto in Svizzera era stato oggetto di rimpatrio giuridico, con mandato di gestione affidato a una fiduciaria italiana in regime di risparmio amministrato. Una soluzione che, in linea con le previsioni della legge n. 186/2015, aveva consentito al contribuente di beneficiare delle sanzioni sul quadro RW ridotte a 1/6 del minimo. Tuttavia, a diversi mesi di distanza dalla chiusura della pratica, l’intestazione degli asset alla fiduciaria risultava ancora ferma a causa di lungaggini burocratiche. Da qui la richiesta del contribuente sulla possibilità di revocare il mandato fiduciario e produrre il waiver, ossia l’autorizzazione alla banca svizzera a trasmettere le informazioni sui capitali detenuti eventualmente richieste dai verificatori italiani, senza per questo perdere il diritto allo sconto sulle sanzioni.

Secondo la direzione regionale della Lombardia, tale comportamento è corretto, dal momento che già la circolare n. 10/E del 13 marzo 2015 ha specificato che il rimpatrio giuridico può essere effettuato sia tramite mandato a un intermediario residente sia tramite il rilascio del waiver all’intermediario estero che detiene le attività.

Un’equiparazione che però, precisa Assofiduciaria, opera solo ai fini sanzionatori. «È di tutta evidenza la maggiore ampiezza del ruolo che svolgono le società fiduciarie nell’amministrazione di beni per conto terzi», spiega la nota firmata dal segretario generale, Lucia Frascarelli, «assolvendo oltreché alla funzione che le è propria di amministratore con o senza intestazione, anche a quella di sostituzione d’imposta e di alter natività al fiduciante nei vari adempimenti pubblicistici e privatistici».

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