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Capitali, stretta autoriciclaggio

Un doppio autoriciclaggio. Sarà punito, per il nuovo reato di autoriciclaggio, chi sostituisce, trasferisce o comunque impiega denaro, beni o altra utilità in attività economiche o finanziarie in modo da ostacolare concretamente l’identificazione della provenienza delittuosa.

E anche chi commette un delitto non colposo punito con la reclusione inferiore nel massimo a cinque anni, se il denaro, i beni o le altre utilità provengono dal delitto stesso. Esclusa dai confini delittuosi la condotta destinata all’utilizzazione o al godimento personale. Mentre la pena è aumentata quando i fatti sono commessi nell’esercizio di attività bancaria, finanziaria o altra attività professionale. Sono questi gli elementi caratterizzanti del delitto di autoriciclaggio, il nuovo articolo 648-ter 1 del codice penale, contenuti nell’emendamento al disegno di legge sulla voluntary disclosure a firma del governo che sarà presentato oggi e che ItaliaOggi è in grado di anticipare (si veda il testo pubblicato a fianco). L’inserimento di questo emendamento dovrebbe risolvere il fermo in commissione finanze alla Camera, in cui si trova la legge sulla collaborazione volontaria e accelerare la sua approvazione. Il progetto di legge è atteso per l’aula il prossimo 10 ottobre. L’emendamento, si legge nella motivazione in calce alla misura, introduce nel sistema due fattispecie di autoriciclaggio. La formulazione delle disposizioni incriminatrici, spiegano dal ministero della giustizia, che ha predisposto l’emendamento, in accordo con il ministero dell’economia, è diversa da quella contenuta nel disegno di legge approvato dal consiglio dei ministri e che ancora deve essere presentato alle camere, «ma non se ne discosta nella struttura; essa piuttosto tiene conto dell’esigenza di adeguare lo strumento repressivo alle istanze complessivamente emerse nel dibattito parlamentare sviluppatosi nell’esame del disegno di legge sul cosiddetto rientro di capitali dall’estero». Il testo risulta essere, nelle intenzioni del dicastero di via Arenula, «la ricerca di un delicato punto di equilibrio nell’introduzione di una così rilevante innovazione del sistema delle incriminazioni».

In particolare, la prima ipotesi di autoriciclaggio è quella legata a un delitto non colposo punito con pena non inferiore nel massimo a cinque anni di reclusione, mentre c’è una seconda ipotesi autonoma, che ha come presupposto un delitto non colposo punito con la reclusione inferiore nel massimo a cinque anni. Nel primo autoriciclaggio, inoltre, è esplicitato che si applica la pena della reclusione da due a otto anni e della multa da 5 mila a 25 mila euro a chiunque abbia commesso o concorso a commettere un delitto non colposo, attraverso la sostituzione il trasferimento o l’impiego in attività economiche o finanziarie di denaro, beni o altre utilità che provengono dalla commissione del delitto, ostacolandone concretamente l’identificazione della provenienza delittuosa. Esiste una causa di non punibilità che scatta quando denaro e altre utilità vengano destinate alla utilizzazione o al godimento personale. In questo caso è intenzione del governo di evitare che rientrino, nell’ambito dell’applicazione della norma, le condotte di mero godimento. «In tal modo», si spiega nella relazione, «si scongiura il rischio di duplicare la punizione per uno stesso fatto, dal momento che le condotte di mero sfruttamento dell’illecita ricchezza procurata dalla commissione del delitto presupposto sono, per chi tale delitto ha commesso, un mero post factum non avente autonomo disvalore». È poi introdotta la circostanza aggravante nel caso in cui i fatti siano commessi nell’esercizio di un’attività bancaria, finanziaria o di altra attività professionale.

È, al contrario, prevista una sorta di ciambella di salvataggio, con relativa diminuzione di pena, nei confronti di colui che si è efficacemente adoperato per evitare che le condotte di sostituzione o di trasferimento siano portate a conseguenze ulteriori incentivando, in buona sostanza, le condotte di ravvedimento e di collaborazione. La punibilità non è esclusa nel caso in cui l’autore del delitto presupposto non sia imputabile, punibile o quando manchi una condizione di procedibilità. Infine è estesa al delitto di autoriciclaggio la confisca per i beni costituenti prodotto o profitto del delitto.

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